LA
FINE DEL MONDO E IL PAESE DELLA MERAVIGLIE
di
Haruki Murakami
Un
romanzo dall'immaginazione potente, raffinata e geniale, con due
storie che scorrono parallele, semplici e complesse ad un tempo,
affascinandoci per motivi diversi, comunicandoci sensazioni quasi
contrastanti, eppure ricche di corrispondenze, fino a che si scopre
che sono la stessa, assai più intrecciata di quanto non sembri!
C'è
questo ragazzo, un cibermatico
(un soggetto che elabora dati attraverso un processo particolare
chiamato shuffling), che
si reca ad un colloquio di lavoro. Ad accoglierlo, in un palazzo al
centro di Tokyo, una fanciulla in tailleur rosa, meravigliosamente
cicciottella, che emette suoni senza senso... Il cibermatico dovrà
attraversare il buio, stando attento agli Invisibili (creature
misteriose che, se potranno, lo cattureranno e lo infileranno
nell'acqua, mangiando la sua carne man mano marcisce) e attraversare
una cascata a cui è stato tolto il sonoro...
E
c'è questo altro ragazzo, il lettore di sogni, che arriva in questa
città circondata da mura: dovrà lasciare la sua ombra all'ingresso,
sino a che essa non morirà, e con essa i suoi ricordi, quindi
iniziare il suo nuovo lavoro: leggere vecchi sogni – teschi di
animali morti – in biblioteca... E intanto il nostro cibermatico
riceve in regalo il teschio di un unicorno...
La
prima storia è più realistica, nonostante gli elementi futuristici,
quelli fantastici (Semiotici, Invisibili, Cibermatici...), e la
creatività scientifica, densa di riferimenti alla cultura passata
(film, libri, musica...), condita con un po' di azione e
adrenalina...
La
seconda è più suggestiva, più poetica, appartiene ad un mondo
altro, bellissimo e sconosciuto, immaginifico, in cui tutto è
rarefatto, simbolico, inconsistente... Con un Guardiano che fa
promesse che non mantiene, un Colonnello gentile, ed individui non
identificati che vivono nel bosco e da cui pare sia meglio mantenersi
distanti, e attività che non hanno scopo, svolte per il puro gusto
di lavorare...
Entrambe
le trame procedono a passi misurati, ma coinvolgenti, sono
disseminate di indizi e di curiosità, di dettagli e riflessioni, e
sono stimolanti e profonde, oltre che scritte in modo sublime... Ed è
strano, perché non ci si affeziona ai personaggi: per certi versi
sono troppo troppo lontani, quasi anonimi, perché possano suscitare
i nostri sentimenti. Ma è la trama sdoppiata che ci avvince: la sua
costruzione è impeccabile, il suo contenuto multiforme, la sua
filosofia rivoluzionaria... Che non non si arresta lì, perché
quella che stringiamo fra le mani, alla fine, è una vera e propria
reinterpretazione della vita e del suo significare.
