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lunedì 13 ottobre 2014

Non vedo passi avanti


RIVOLUZIONE DYLANDOGHIANA

E' stata annunciata oltre un anno fa, pubblicizzata e discussa, e, finalmente, con il n. 337, tutto a colori per celebrare l'evento, è giunta in edicola ed in fumetteria con “Spazio Profondo” di Roberto Recchioni e Nicola Mari e siamo arrivati al dunque.

Ma io tutta 'sta rivoluzione al momento non la vedo.

D'accordo, Bloch verrà pensionato nell'albo successivo, e non sono ancora stati introdotti i nuovi personaggi e i nuovi “nemici”, ma si era anche parlato di un ritorno “all'autorialità”: Dylan, infatti, era nato come anello di congiunzione tra fumetto popolare e fumetto d'autore, solo che questa caratteristica (salvo quando, di tanto in molto, compare Carlo Ambrosini, che, peraltro, non scrive storie di Dylan, ma di Carlo Ambrosini) negli ultimi anni si è tristemente persa... Ebbene Mr. Recchioni, neo curatore della testata, aveva promesso che si sarebbe cercato di recuperare soprattutto questo elemento (così avevo letto nella sua intervista su “Anteprima”)... Allora quando, mi chiedo, accadrà?

Mi spiace essere polemica, e sicuramente ho il cuore avvelenato da anni di storie di Dylan superficiali, banali, fiacche e bruttarelle... Però con questo numero non vedo passi avanti.

Tralasciamo il fatto che “Spazio Profondo” abbia una trama di matrice fantascientifica che con la serie c'entra poco, tralasciamo la circostanza che sia stata scopiazzata un po' di qua e un po' di là (da “Solaris” di Stanislaw Lem a “Moon” di Duncan Jones, con in mezzo un sacco di roba, che solo a citarla ci vuole un altro post), dato che questo è un aspetto che rientra nella tradizione Bonelliana... Tralasciamo tutto, non importa, sono elementi non rilevanti, chi se ne cale... Il punto, però, è che il personaggio di Dylan è (ancora) piatto e stereotipato (per giunta, questa volta, moltiplicato per 5)... E quindi?

Nel passato, ai bei tempi dello Sclavi ispirato, era proprio Dylan, con la sua personalità contraddittoria e stimolante, il punto di forza della serie! Ed era caratterizzato in modo tale che lui poteva essere solo lui, al di là delle sue idiosincrasie. Ora, invece – come, ahimè, da dieci anni (e oltre) a questa parte – Dylan è ridotto ad un damerino senza sugo, con una tendenza all'idealismo spiccio permeato da velleità comunistoidi (che tristezza!!!) e che, soprattutto, cambiato qualche dettaglio di base (claustrofobia etc), potrebbe essere tranquillamente Nathan Never o Harlan Draka. Ad esempio. Perché ormai è solo un manichino cui vengono affibbiati certi connotati. Niente più di un personaggio di carta, bidimensionale, vuoto. Solo che non era così, prima (e, pur essendo sempre stato sensibile, non sentiva il dovere di ostentarlo e di sbattercelo in faccia ogni 2 x 3)... prima era Tiziano Sclavi, ed era vero!

Personalmente trovo inutile cambiare personaggi e cattivi se, di fatto, la sostanza resta quella trita, logora e usurata di prima...

Non sono una di quelle che se Bloch se ne va (ma il bello è che manco lo fa, solo non lavora più a Scotland Yard...) smette di leggere il fumetto per partito preso. Sono una di quelle che, però, semplicemente, trova inutili queste modifiche di superficie, se le storie continuano ad essere così stitiche... Perché “Spazio Profondo” è solo un copia incolla artigianale, funzionale e scorrevole. Non brutto, per carità. Ma nemmeno bello.

Chiariamo e ribadiamo: non è che le storie di Sclavi fossero tutte capolavori (benché di capolavori ce ne fossero parecchi), ma la personalità e il carattere di Dylan erano comunque sufficienti per risollevare persino le peggiori ad un livello più che decoroso ed indurci comunque ad amarle. Ed è stato questo a decretare il successo del personaggio: non l'horror (che pure mi manca), ma Dylan stesso.

Io capisco che non tutti possano essere al livello di Tiziano Sclavi, o che, semplicemente, non possano essere lui. Ma Dylan, di fatto, era lui, solo in versione di carta (non so se l'ho detto un numero sufficiente di volte)... Dunque, non avrebbe più senso, oltre a Bloch, pensionare pure l'indagatore dell'incubo, che ormai è ridotto all'involucro di se stesso, e, piuttosto, inventare una serie nuova, con un nuovo eroe, che i nuovi autori siano in grado di gestire?

Forse, concludo amara, una scelta simile avrebbe il senso della dignità, ma non quello economico...

sabato 11 ottobre 2014

e mi pasco dell'attesa...


LETTURE
 
 
Avevo già prodotto un post simile l'anno scorso (il 7 novembre 2013), e, benché sia fondamentalmente inutile, ne produrrò uno (almeno) anche quest'anno... perché sono una creatura bramosa e avida, e perché poi fare i confronti a distanza di tempo è divertente.!

Comunque... dei 14 libri che volevo leggere lo scorso anno (uno citato con il titolo errato, ops, essendomi confusa con un romanzo di Richard Bach, ops, grave) me ne mancano ancora 4, di cui 2 fuori catalogo (snif!!!), uno acquistato, ma attualmente in prestito (“I ragazzi Burgess” di E. Strout, alla Mater), uno rimandato (“Una principessa per due re” della Gregory: non sapevo fosse il quinto della saga della “Guerra dei Cugini”, indi è bene che prima mi legga gli altri (sono a metà))...

Al momento, invece, ho in lettura undici titoli1 (come al solito, uno per volta non riesco), ma ne bramo quasi altrettanti. Mi sono imposta, però, di ridurre almeno alla metà i volumi iniziati, indi aspetto, prima di aggiungere altra carne sul fuoco, e mi pasco dell'attesa...

Ecco i dieci che desidero con maggior urgenza:

 

  1. “Mr. Mercedes” di S. King. Ovviamente. Non importa se la trama non mi ispira. Mi ispira King.
  2. “Il giunco mormorante” di Nina Berberova. Nulla so, in merito, salvo che il titolo è bellissimo e che lo pubblica l'Adelphi. Me lo ha consigliato Gian e mi è rimasto nelle orecchie.
  3. “Possession” di A. Byett. Mi è capitato un altro suo romanzo in mano in libreria, e ho dato una sbirciata su Amazon. Mi è venuta più voglia di leggere questo, benché non conosca minimamente l'autrice.
  4. “Svaniti nel nulla” di Tom Perrotta: ho visto i primi due episodi di “The leftovers”, il telefilm non mi dice granché, ma le idee attorno mi sembrano interessanti... pare, però, che il romanzo sia difficile da reperire...
  5. “Ancora malavita” di T. Benacquista... già che il primo mi è piaciuto...
  6. “World War Z” di M. Brooks: il suo manuale per sopravvivere agli zombie era una tale figatina...
  7. “Il cappotto di Astrakan” di Piero Chiara... Ogni tanto un suo romanzo ci vuole...
  8. “Il bell'Antonio” di V. Brancati. Lo corteggio da un po', mi ispira la trama...
  9. Non so neanche il titolo... L'ho visto in libreria e ho letto l'incipit a proposito di una donna morta e del bucato steso ancora da asciugare... E' stato pubblicato da poco, credo, massimo ad agosto, e non è molto spesso... Se lo vedo, confido di riconoscerlo...
  10. “Il cavaliere dei sette regni” di G. R. R. Martin. Lo so, siamo a metà tra un furto e un riciclo. Ma non ho mai letto il terzo racconto, nemmeno sotto forma di fumetto, per cui, prima o poi...
Saluti e baci...
 

1“House of cards” di Michael Dobbs; “L'inverno di Frankie Machine” di Don Winslow; “La regina della rosa rossa” e “la Signora dei fiumi” di P. Gregory; “La fine del mondo e il paese delle meraviglie” di H. Murakami; “Il codice Sith” (nerdatina su Star Wars); “Un cuore così bianco” di J. Marìas; “Il quaderno di Maya” di I. Allende, “Skagboys” di I. Welsh; “Il sergente nella neve” di M. Rigoni Stern; e la trilogia siberiana di Lilin... 

venerdì 1 agosto 2014

Avete tutta la vita davanti!


VACANZE S-COPPIATE
 
 
A volte inorridisco quando parlo con certe fanciulle... Ma che fanno, si drogano?

Ecco il problema: i loro poveri fidanzati amano viaggiare, loro no.

I loro poveri fidanzati le pregano di andare in vacanza insieme, ma loro non ne hanno voglia, preferiscono starsene in casa.

I loro poveri fidanzati hanno l'occasione di partire con un gruppo di amici.

Bene, saranno contenti entrambi, sembra tutto a posto.

Ma non lo è.

Le malefiche donnette si lamentano, fanno scenate, minacciano di mollarli e magari provvedono pure in tal senso. E poi vogliono che tu dia loro ragione.

Non avete ragione, piccole egoiste psicolabili. Siete malate di mente e inutilmente possessive.

Se voi volete stare a casa, stateci, per carità, ma perché diavolo ci dovrebbe rimanere anche lo sventurato che vi frequenta? Vi ha chiesto di andare insieme, avete rifiutato. Se ha la possibilità di accontentarsi degli amici, che parta, si diverta, e vi porti un souvenir. Non è mica scontato che corra in cerca di sollazzo con altre figliuole (e comunque, se l'intento fosse questo, potrebbe benissimo dedicarcisi in loco, sotto il vostro stupido naso). E se pure rimarrete un paio di settimanelle separati, che mai sarà? Avete tutta la vita davanti!

Dunque?

Dunque non capisco questi discorsi castranti.

Neanche a parti invertite, ben inteso.

Ma noto che sono soprattutto le ragazze a farli. E le amiche danno loro corda.

Oh, non solo loro. Tendenzialmente anche il Mio Perfido Marito approverebbe (ma è perfido, si sa, e in casa io e Dado lo chiamiamo “la Psicopolizia”).

Fortuna per lui che io sono molto “hobbittosa” per cui il problema non si pone: odio viaggiare, sono pigra, adoro la mia routine e ho passatempi casalinghi e poco avventurosi (in senso fisico. In senso mentale, la faccenda si ribalta). Propormi una crociera è come chiedermi di risucchiarmi via il tempo, la vita, i sogni, e darmi in cambio stanchezza e stress.

Insomma, nemmeno io amo andare in vacanza.

Ma non capisco perché, al riguardo, dovrei imporre questa scelta al mio prossimo, sia pure mon amour.



Nota:

Il MPM non concepisce che io vada in qualsivoglia luogo senza di lui per più di un giorno. Ammetto, però, per amor di cronaca, che al massimo si lamenta, ma non mi ha mai imposto niente (a parte lavarmi ossessivamente le mani, guardare i film con attenzione senza fare approfondimenti su Internet, e di non girare scalza), né ha mai osato infliggermi ultimatum, meno che mai cretini.

Inoltre, povero cucciolo, senza di me morirebbe (lo so!).

La verità è che a lui viaggiare piacerebbe, solo che non abbiamo molti “periodi festivi compatibili” e io al massimo potrei concedergli di seguirlo per qualche giorno... Di più non ce la farei. Per cui so che se decidessi di partire io, da sola, gli spezzerei il cuore due volte.

L'ho già invitato, in alternativa, a partire lui, con chi gli pare, quando può. Ma niente, senza di me non si schioda da Alassio.

Quindi, da una parte, non capisce come io possa anche solo vagamente pensare di farlo, e alla fin fine, date queste premesse, un po' è comprensibile.

Solo che le Otte sono cattive e fanno quello che vogliono.

In generale, però, non amano viaggiare, e sono disposte a muoversi solo per tre fondamentali motivi e pochi giorni: vedere bestiole, comprare libri, mangiare carne cruda, gelati o dolci.

Quindi, per il momento, sopravviviamo.

martedì 22 luglio 2014

Fa rima con “mulo”


GENTE CHE MI PRENDE PER L'OMEGA
 
 
E se avete idea di com'è l'omega minuscolo (così: ω) e a che cosa assomiglia (quella magica parolina che inizia per “c”, finisce per “o” e fa rima con “mulo”), l'espressione dovrebbe risultare chiara...





Esempio 1):

“Sai mi sento una cacca ambulante... Siamo amiche da tanto tempo e in tre anni non ho ancora comprato nessuno dei tuoi eBook... Sono una persona orribile, sto davvero male al pensiero...”

No, ma dico, mi ci prendi proprio! Allora comprali no?

No.

La mia amica da tanto tempo preferisce essere orribile e stare male al pensiero...



ωωω



Esempio 2)

Io: “Curioso, mi avevi detto che non leggi eBook... Hai iniziato da poco?”

Interlocutore Anonimo: “No, sono anni, ormai, che leggo quasi solo col Kindle: è molto più comodo ed economico. Dovresti provare!”

Io: “Divertente. L'anno scorso mi hai detto che non potevi comprare i miei Ebook perché leggi solo cartaceo.”

Anonimo: “No... Ma che cosa dici...? E poi il primo l'ho comprato.”

Io: “Sì? Non me l'avevi detto... E ti è piaciuto?”

Anonimo: ”Ma certo!”

Io: “Di che cosa parla?”

Anonimo: “Uh... Eh... Mmm... Be', dai... E' un romanzo...”

Io: “No. Il primo è una raccolta di racconti. 23 racconti. Molto brevi.”

Anonimo: “Ah... Sì... già. E' vero. Racconti...”

Io: “Non l'hai letto. E nemmeno comprato. (sorriso sadico) E mi hai mentito. (sorriso assassino) Ti odio.”

A questo punto l'interlocutore anonimo avrebbe potuto avere il buon gusto di tacere, o di ammettere di aver pronunciato mendacio. Ma no. Ha insistito che aveva comprato il mio Ebook, contro ogni evidenza. Ho insistito. Allora ha aggiunto di averlo poi cancellato per sbaglio. Ha! Ha! Ha! Ma suicidati! Infilandoti un ombrello nell'omega.



ωωω



Esempio 3) – la ciliegina sulla torta –

Una mia amica-collega (che conosco da cinque anni), ad un'altra (che conosco da sette):

A1: “Ma lo sai che è uscito il nuovo libro di Otta? Ed è bellissimo!!!”

A2.: “Perché? Scrivi libri?”

Qui evito ogni tipo di commento. Ma preciso, per chi non mi frequenta, che sono così sfigata che riverso le mie aspirazioni da scrittrice su chiunque conosca da più di quattro secondi.

ωωω

lunedì 14 luglio 2014

Libertà e possibilità e onestà


LA BELLEZZA DI STARE DA SOLI
 
 
Sì, questo è uno sproloquio.

Un po' gratuito, magari, mi si dirà che ho scoperto l'acqua calda. Il punto è che tanti non l'hanno ancora fatto (e mi assillano con le loro paturnie), anzi, sembra che proprio non siano in grado di assimilare il concetto, meno che mai di metterlo in pratica.

Da un lato ci sono quelli/e “dell'ultima spiaggia”, che piuttosto che stare da soli/e si accompagnano a quella che normalmente considererebbero la persona più triste del pianeta (l'aggettivo di riferimento può cambiare) o al massimo il meno peggio che gli sia capitato negli ultimi anni.

Dall'altro ci sono quelli che si avvinghiano a situazioni già finite, già trite, già oltre il limite di scadenza, solo perché hanno paura di cambiare abitudini o di cimentarsi in qualcosa di nuovo. Perché insomma: ormai abbiamo il cane in comune, la casa, il letto, e pure gli amici...

Ma come stanno?

Io capisco che la cosa più bella al mondo sia trovare l'anima gemella (e lo so, io sono stata fortunata, anche se il MPM è Perfido), ma solo se la è davvero. Stare insieme è tante cose bellissime, ma anche una rottura e un compromesso continui. Se uno è il massimo, ne vale la pena, ed è un'occasione di crescita e di confronto.

Se uno non lo è (o non lo è più) è il minimo, e alla lunga (ma pure alla corta) è preferibile la dignitosa solitudine. Che significa anche libertà e possibilità e onestà.

Oh, lo so. Se siete single incalliti il vostro prossimo comincerà ad angosciarvi. Non solo la vecchia nonna che conta su di voi per avere dei pronipoti, ma gli amici (quelli stupidi) insinueranno che abbiate qualcosa che non va, che dovreste cominciare a formarvi una famiglia, a mettere la testa a posto (per tacere dei perfetti estranei che devono sempre fornire opinioni non richieste)...

Mandateli a stendere su un burrone.

Non è obbligatorio fidanzarsi/convivere/sposarsi per essere felici/realizzati/sani.

Ognuno fa quello che vuole, o quello che può. Che dall'esterno ci si arroghi di imporre ad altri un sistema di vita standardizzato è superficiale, quanto ipocrita e idiota.

Ognuno è un mondo a parte, quel che va bene per te, non va per forza bene per me.

E non è che sia così facile incontrare persone interessanti. O che queste persone si mantengano tali per l'eternità. E comunque stare da soli è una figata intergalattica!

Okay, è vero, stare con l'altra metà della mela è più bello. Ma se uno incontra solo fragole e kiwi?

Può fare quello che vuole. Anche un bel nulla.

Sono cavoli suoi.

O magari macedonie.

sabato 7 giugno 2014

Rachel Berry: vorrei che qualcuno le risucchiasse via gli occhi


SPROLOQUIO SU GLEE
 
 
No, è che proprio non li sopporto più 'sti teen-ager canterini!!! E Rachel sopra tutti: intanto perché è esteticamente inguardabile (anche se, quando si cerca l'attrice, Lea Michele, su Google Immagini non pare affatto male), e poi perché è odiosa al cubo: egocentrica, egoista, sleale, e così insopportabilmente boriosa (per tacere dei suoi orribili modi affettati)! All'inizio trovavo coraggioso puntare su una protagonista così negativa, ma questa è proprio un caso disperato, senza alcun riscatto salvo l'ambizione (che poi non è che sia sta gran virtù...), nonostante i compagni ormai le vogliano bene (perché???? Masochismo?). E anche 'sta sua voce, non è che sia poi eccezionale, molto meglio quella di Mercedes o di Santana, che però vengono raramente valorizzate...

Se devo essere onesta, in principio, Glee mi piaceva.

Apprezzavo l'idea del telefilm-musical, e pazienza se era pensato per un pubblico di ragazzini: c'erano le canzoni, particolari e spesso di nicchia, bellissime coreografie, e anche la parte prettamente narrativa non mi indispettiva, con il tema del diverso, del disadattato, dell'imparare ad accettarsi così come si è, delle amicizie improbabili e dei piccoli drammi scolastici (talvolta non così piccoli, visto che si riuscivano a toccare anche temi importanti a livello sociale, come l'omosessualità e il bullismo, e per giunta con una discreta delicatezza e disinvoltura). Non era una serie-capolavoro, ma abbastanza carina, dai, tutto sommato sì.

Solo che ormai (da un bel po') gli sceneggiatori sentono l'inspiegabile bisogno di cambiare proditoriamente il carattere dei personaggi ogni 2x3: così, senza ragioni plausibili. Il risultato è che non è possibile affezionarsi a nessuno: perché nessuno esiste! I ruoli sono intercambiabili, replicati, sconnessi, nessuno è coerente con se stesso o ha uno straccio di costanza (mmm... a parte, forse, l'atroce Rachel Berry). Oggi Queen è una serpe, domani è buona sino al sacrificio, poi, all'improvviso, diventa una ragazza difficile... E anche nelle simpatie/antipatie i protagonisti sono troppo oscillanti. A volte si cerca a forza il melodramma con la lacrimuccia pronta ad uscire, ma non esce, non ce la fa, e non si arriva da nessuna parte. Per tacere di quanto siano traballanti certi pseudo-presupposti o certe situazioni, amorose e non: totalmente assurde e inverosimili, quasi un insulto all'intelligenza degli spettatori. Per giunta buttate lì, a casaccio, senza grazia e senza approfondimenti, per poi dimenticarsene subito dopo. Tanti personaggi hanno perso mordente o sono diventati caricature umane (Sue Sylvester, ad esempio), sfiorando sovente il grottesco, il gratuito o direttamente il ridicolo. Certi risvolti narrativi sanno solo di patetico, le idee sembrano esaurite, stantie, e anche le canzoni sono stanche, trite e poco coinvolgenti, ultimamente. Tristi cover di successi famosi, ma non all'altezza dell'originale.

In più c'è la noia. Alcune puntate sono una morte cerebrale, erette sul nulla. C'è da desiderare che gli zombie di The Walking Dead (che come telefilm riesce persino ad essere più luuungo ed estenuante di Glee, salvo che per quei dieci minuti di adrenalina che magari saltano fuori ogni quindici episodi) facciano irruzione sul set e inizino a divorare il cast, così, per cambiare un po', e offrirci un minimo di suspence e movimento.

Serve a poco continuare ad introdurre nuovi personaggi che sono la copia dei precedenti, per poi ripescare quelli vecchi e tentare di riciclarli per i nostalgici! Serve a poco investire sulle guest star!

Oh, lo so... se Glee non mi piace, mi basta smettere di guardarlo.

Prima o poi ci arriverò pure, ma per ora non ce la faccio ancora: la mia nerditudine malata non me lo consente: quando comincio una serie, specie se siamo già avanti con le stagioni, non posso interrompere.

Ma è uno stillicidio...

Se almeno qualcuno risucchiasse via gli occhi a Rachel Berry...

Anche se poi, ammettiamolo, almeno un minimo di caratterizzazione lei ce l'ha (altri personaggi, come Marley, nemmeno quello... Solo disordini alimentari tagliati con l'accetta)...

Forse, in fondo in fondo, Rachel è l'unica che si salva...

Sigh!

sabato 24 maggio 2014

Come Daltanious...


LISTA DELL'ODIO
 
 
Avevo in programma un post su “Il Barone Rampante”, ma non riesco a metterlo insieme: il mio umore è più variabile delle condizioni meteo, privo di equilibrio e soggetto a picchi di depressione acuti e immotivati. Oggi è uno di quei giorni... e che c'è di meglio per risollevarsi il morale di una bella lista dell'odio (tipo quella di cui si pasce Arya Stark prima di andare a dormire, quella, per intendersi, in cui lei enumera i nomi di chi si ripromette di uccidere)? Già sorrido all'idea.

Oh, lo so, c'è chi obietterà che sarebbe più maturo e produttivo che mi concentrassi, invece, su cose che amo... Ma non se sei me. Perché le cose che odio hanno il potere di farmi ridere.

Una lista di amenità e gioie si limiterebbe a destare il mio interesse per un paio di istanti, facendomi ripiombare quasi subito nel mio pessimismo cosmico, mentre una lista dell'odio... be', una lista dell'odio è una cosa seria. E le cose serie mi fanno sganasciare.

Il mio unico cruccio è che sarà senz'altro incompleta, probabilmente non odio abbastanza (in effetti, da brava nichilista, tendo all'indifferenza).

Comunque... al primo posto metto gli stupidi, come Daltanious (riferimento alla sigla). E' che mi annoiano. E mi irritano. E mi inducono a immaginare modi creativi per impalarli. Non tanto quelli che hanno un q.i. basso, quanto quelli che si comportano da tali (sì, in effetti bisognerebbe anche citare Forrest Gump, con il suo “Stupido è chi lo stupido fa”).

Al secondo posto piazzo quelli che io chiamo “I signori della Trave”, ossia coloro che razzolano nel sudiciume umano, divertendosi ad additare e giudicare tutti per le pagliuzze che hanno negli occhi senza accorgersi della trave che c'è nei loro. Si nutrono della mestizia e dello scandalo, seminando etichette dall'alto della loro miseria umana. Sovente rientrano anche nella prima categoria.

Al terzo, ecco gli “S.T.R.”, ossia quelli che non hanno il minimo rispetto per gli altri, nelle piccole e nelle grandi cose. Mai, manco per sbaglio. E magari loro pensano pure di sì (perché tanto non si accorgono di niente tranne che di loro stessi), e, dato che non hanno mai ammazzato nessuno... si credono pure delle brave persone. Ha! Ha! Ha!

Bene, direi che mi sono risollevata. Non sto neanche a baloccarmi con cosucce come le malattie, la politica o le zanzare... E scrivo il post per domani.

Gné gné a tutti.

E baci.

giovedì 7 novembre 2013

Dilaniata dalla concupiscenza!


INGORDIGIA...


E’ uno dei miei difetti, lo ammetto, e si sviluppa su più piani e in più dimensioni, non solo a livello alimentare!

Adesso, in particolare, ho brama di leggere...

Non ho tanto tempo per farlo, e tuttavia, oltre al carico settimanale di fumetti, sono dietro ad una dozzina di titoli (tutti in contemporanea, come richiede la mia compulsione), alcuni abbastanza impegnativi, o per tematica o per numero di pagine…

Di per sé non sarebbe un problema, è che da un lato voglio anche scrivere, dall’altro ho appunto poco tempo, e infine, ma soprattutto, c’è un altro consistente numero di libri che agogno in modo spasmodico e disperato, dilaniata dalla concupiscenza! ...Ma mi sono saggiamente autoimposta di contenermi almeno fino a che non dimezzo quelli in corso di lettura (be’, l’ultimo di Gaiman l’ho già ordinato, però). ...Sob, odio essere saggia! ...Quindi, come valvola di sfogo e ultima spiaggia, di tanto in tanto riempio un immaginario carrello su Amazon, ed ecco come l'ho caricato (per ora):



  1. “Storie delle terre e dei luoghi immaginari”, di Umberto Eco (non so quanto resisterò senza, sto sviluppando persino dei tic nervosi per il desiderio);
  2. “Stoner”, di Williams (nulla so a riguardo, ma ho dato un’occhiata alla trama e mi ispira);
  3. “I ragazzi Burgess” della Strout (mi piace quest’autrice, e sono in astinenza);
  4. “Il museo Immaginato” di Philippe Daverio (me lo ha consigliato una mia amica, e mi è parso ultra stimolante. Naturalmente lei si è offerta di passarmi il suo, ma, da brava feticista, abbisogno della mia copia da stropicciare);
  5. “Lasciami entrare” di Lindqvist (di cui non ho mai letto niente, ma anni fa ho visto il film – stupendo – e mi solletica l’idea di approfondirne l’origine);
  6. “1001 fumetti da leggere prima di morire” (sono davvero curiosa di vedere che c’è e che cosa no!);
  7. “E’ stato il figlio” di Alajmo (ho visto il film e mi ha davvero entusiasmata... Quindi, perché no?);
  8. “Le regole dell'attrazione” di B. E. Ellis (ha l'aria appetitosa...);
  9. “Bridget Jones. Un amore di ragazzo” di H. Fielding (immancabile!);
  10. “Una principessa per due re” di P. Gregory (da troppo non leggo nulla di questa scrittrice...).


L'ideale sarebbe poterci infilare anche “Le terrificanti storie di zio Montague”, “Cerimonia di sangue”, “Straniero alla terra” ed “Estate di follia”... Ma per ora non sono disponibili... Sigh!

Va mu, chissà se resisto sino a fine mese senza cedere? Nel frattempo torno a rimpinguare il mio carrello immaginario (prima che qualcuno me lo chieda: sì, so di essere malatina di mente)...

domenica 15 settembre 2013

I foglietti gialli…


URLA NELLA NOTTE

 
Questo post è stato espressamente richiesto dal Mio Perfido Marito, che vuole che mi auto denunci. In effetti gli sono debitrice di un bel po’ di notti insonni, quindi è giusto che espii.

Ebbene, il problema?

Il problema è che, di norma lunedì notte (why?), tra l’una e le quattro, mi sveglio urlando. Oh, yeah, come nel più classico degli horror sulle case infestate! Più esattamente, trasalgo come una posseduta strillando (non bisbigliando) “Oddio!” in un paio di varianti. Naturalmente il mio povero tesoro si sveglia, sotto shock, e mi chiede che succede: se la casa va a fuoco, se Dado è stato rapito, se ho avuto un’epifania divina… o satanica.

Di solito non è nessuna di queste ipotesi e io mi limito a dire: “aspetta”, mi spremo le meningi per qualche istante, e poi crollo riaddormentandomi, beata, senza proferire verbo e risolvere il mistero (curiosamente in questi giorni di tregenda la mia quotidiana insonnia non dà segni di sé).

Non sempre mon amour ha la stessa fortuna e trascorre il resto della notte ben desto, rimirando il soffitto, chiedendosi se ho combinato qualcosa di grave o se la vita continuerà anche domani.

Di norma sono innocente, ma lui come lo sa? (Ora ci sta facendo il callo e prende la cosa abbastanza sportivamente, ma se avessi fatto queste uscite tra qualche anno forse sarebbe deceduto per un infarto.)

Però le sere più gustose sono quelle in cui fornisco una spiegazione… Perché è delirante, senza eccezioni, (spesso raccontini o suggestioni narrative scaturiscono da lì). Ad esempio, una notte, ho sognato di aver dimenticato i foglietti gialli… Quali foglietti gialli? Quelli essenziali, per prolungare l’esistenza, che settimanalmente vanno spediti al Reggente Cosmico, pena la privazione dell’aria… Ho impiegato un discreto tempo per realizzare che non era la realtà ma solo un incubello, perché lì per lì, conscia di aver siglato la condanna a morte di tutta la famiglia, ero davvero in ansia e non ragionavo molto lucidamente. Il MPM si è affannato a consolarmi, ma mi ha confessato che ero alquanto scettica quando mi sono riappisolata.

Un mio amico, per lusingarmi, mi parla di “genio e sregolatezza”, ma credo che i più mi consiglierebbero la psicanalisi… O di rinunciare a “certi film e certe letture” (come se potessi!)… O un buon albergo, nel caso del mio diletto.

Se ci saranno aggiornamenti, quali spettri, demoni, o interventi della neuro, sarà mia cura comunicarlo.

Se ne avrò la possibilità.

Baci a tutti!

lunedì 2 settembre 2013

Niente si può fare! Se si è me...


IL REGIME TIRANNICO DEL MIO PERFIDO MARITO


 
A conoscerlo superficialmente tutti pensano abbia studiato da Santo, invero il MPM nasconde un'anima bieca e oppressiva che lo induce alla tortura psicologica dei familiari, soprattutto a spese mie e di Dado.

Intanto ci ammorba con le sue ridicole classifiche di disobbedienza (io di solito sono etichettata come la più cattiva), neanche io e il nostro coniglietto fossimo i suoi sottoposti... Poi, come i santoni nelle sette sataniche, ci impone una serie di regole assurde e contraddittorie cui non possiamo che sottrarci o, è sicuro, impazziremo. Qualche esempio?

Devo usare cinque asciugamani diversi a seconda di quel che mi asciugo (ma guai a confondere i miei coi suoi, per dire, o a invertire faccia e mani... Anche se naturalmente lui ha diritto di farti i test per confonderti), mentre staziono sul divano devo andare a lavarmi le mani ogni volta che tocco qualcosa (telefono, pc, I-pod...), non posso giocare a Ruzzle perché tendo (secondo lui) alla tossicità, non posso “far parlare” peluches o calzini o altro (queste iniziative vengono accolte come attentati alla sua sanità mentale), non posso farmi minibibliotechine posticce sul divano (che sono un amore! E cui mi dedico solo in occasione dell'arrivo di un nuovo pacco libri da Amazon, e per non più di un paio d'ore), devo sempre indossare le ciabatte: guai ad andare scalza! (il mio prof. di criminologia lo identificava come il primo sintomo di un ambiente domestico afflittivo)... per tacere del fatto che, se guardiamo un film... Devo stare attenta!!! Non sto scherzando, peggio che a scuola, vengo pure interrogata! Neanche gli approfondimenti su IMDB mi sono concessi, magari per controllare la filmografia di un attore, o una ricerchina veloce su Wikipedia, per controllare un periodo storico o la biografia di un personaggio noto... Niente si può fare! Se si è me... Lui invece può dedicarsi a quel che gli garba, incluso trastullarsi con il portatile o con l'e-Book... Ogni tanto penso di ordinare un'ascia su Internet per decapitarlo, ma poi chi mi metterebbe su i miei Post?

P.S.

Chissà se questo in particolare subirà censure...

mercoledì 14 agosto 2013

A bocca asciutta...


GLI INCIPIT DEL MIO PERFIDO MARITO
 
 
Alcune caratteristiche del mio consorte mi lasciano davvero perplessa: una è la sua mania per gli incipit.

Inizi di libri, insomma (romanzi, saggi, fumetti, dissertazioni paranoiche...).

Anche lui, come me, ha velleità di scrittura, ed è piuttosto prolifico, oltreché discretamente talentuoso (meglio non incoraggiare troppo la concorrenza ;)), ma dopo aver stilato la prima pagina del suo nuovo capolavoro, passa ad altro e lo lascia incompiuto.

Scrive il principio, sceglie il titolo, la copertina... e poi bon.

Passa ad altro.

E mi lascia lì.

Appesa, a bocca asciutta.

Con qualche incarto di caramella e nessuna rassicurazione.

Ciò è assai frustrante, anzichennò.

Soprattutto perché le manciate di righe che mi concede in pasto come lettrice sono di solito decisamente buone e fanno davvero venire voglia di scoprire di più... ma dietro ci sono solo pagine bianche... E poi un altro incipit.

Ignoro quanti ne abbia accumulati fino ad ora, ma sono senz'altro più di una decina.

Non so che intenzioni abbia, forse fare un libro di incipit... forse una sorta di “Se una notte d'inverno un viaggiatore”, alla Calvino...

Di solito le mogli sono le ultime ad essere informate.

Però, per Natale, vorrei tanto una “pagina 2”.

mercoledì 7 agosto 2013

Fancullallero, fancullallà...


ISTERIA E BUONI PROPOSITI

 
Sono in vacanza dal 1° agosto.

I primi due giorni li ho passati al lavoro. Poi c'è stato il week-end, nel quale ho dovuto ottemperare ai miei impegni mondani e spiaggiosi (con piacere, lo ammetto). Il 5 agosto ho lavorato ancora e poi ho detto basta.

Il 6 (ieri) ero tutta goduta perché finalmente potevo dedicarmi alla ragione autentica per cui bramo le ferie: scrivere. Ma davvero, tutto il giorno, senza troppe rotture lavorative, senza mare, senza sole, senza amici - senza niente, fuorché qualche lettura ogni tanto, come intervallo per la schiena - dedicandomi al mio libro nuovo che mi bolle in testa da mesi e per cui continuo a prendere appunti, ad annotare dati, definire i personaggi, accumulare idee, frasi, spunti...

Su cui non vedo l'ora di concentrarmi escludendo il resto...

Ebbene, ieri, il 6, dopo aver organizzato e programmato ogni dettaglio (le faccende domestiche, il Perfido Marito, le altre stupide cose...) il mio pc si è indemoniato. Ha cominciato a spegnersi a ripetizione, poi sono comparse schermate grige di ripristino dati con robe incomprensibili che rimanevano lì incollate a fissarmi e inquietarmi e agghiacciarmi.

Poi l'ho fracassato.

Non sul serio, nella mia immaginazione.

Mi sono beata del rumore della distruzione concettuale, sono divenuta un'agente del caos e ho urlato il mio grido di guerra.

Mi ha fatto bene, ma non abbastanza.

In seguito il mio pc si è alleato con il Mio Perfido Marito e insieme hanno congiurato contro di me, assaltando il blog.

Quindi?

Quindi pietra sopra, si ricomincia da domani.

Oggi ho intenzione di trascorrere la giornata provvedendo ai post per tutti i miei restanti giorni di vacanza (che in realtà sono semi-giorni di vacanza), ovvero 25 con oggi (ce la posso fare, mi dico. In fondo adesso sono appena le 6.13 del mattino) che quindi non perderanno la loro regolarità.

(Non li scriverò sul portatile, chiaro. Il portatile è in punizione.)

E da domani, parola marrone con la doppia zeta, da domani finalmente mi dedicherò solo al mio romanzo nuovo.

E basta.

Ha! Ha! Ha!

Oh, lo so che pensate. Che sono pazza.

Fate bene.

E' vero.

Le Otte sono così.

Ma da domani scrivo il mio romanzo e basta, e se il mondo finisce non mi interessa.

Fancullallero, fancullallà.

martedì 6 agosto 2013

Grrrrrr!


TRADIMENTO!!!

 
Tradimento!!!

Gli schifidi portatili non si devono alleare con i Perfidi Mariti e scrivere post alle mie spalle, anticipando e vanificando i miei!!! Soprattutto sul MIO Blog!!!

Le Otte arrabbiate devono essere assecondate e lasciate sfogare (magari allontanandosi precauzionalmente) se no potrebbero trasformarsi in spiriti maligni o svampirare o aizzarvi contro un coniglio.

E non è detto che poi si possa tornare indietro.

Per il futuro, si consiglia più attenzione.



P.S.
 
Comunque apprezzo le buone intenzioni.

Baci a tutti.

Tranne al mio schifido portatile.

Un giorno ti perdonerò, ma quel giorno non è oggi.

E neanche domani.

Magari giovedì...



P.P.S.
 

Le Otte fanno sempre i loro post, anche quando la furia le acceca! Le Otte sono responsabili! E se sono un po' cattive non è colpa loro, è la loro natura! Probabilmente se ricevessero più coccole, avrebbero un carattere migliore.

Crash!


NESSUN POST



 
Il mio post di oggi è nessun post, per protesta contro il mio schifo di portatile indemoniato (ancora in garanzia) e contro i vincoli che mi autoimpongo a causa della mia testa di BEEEP.

E comunque sono troppo arrabbiata per recensire.

Tutto ciò che voglio è spaccare qualcosa, come Hulk.

Magari il mio schifo di portatile.

CRASH.

Di certo ci sarebbe una certa bellezza nei suoi stupidi componenti che schizzano in ogni dove.

Crash.

CRASH.

CRASH!!!!

Oggi niente post.

La Otta è cattiva!

Ciao!!
Sono il PC della Otta!
Oggi non sono stato bene... purtroppo l'influenza (leggasi "aggiornamento di Windows") colpisce anche noi... e, a volte, non basta un riavvio, ti saltano le DLL, ti viene impedita la connessione... un pasticcio insomma. Fatto sta che, la Otta, invece di curarmi con amore, ha iniziato a sgridarmi perché non mi accendevo, poi ha sgridato anche Anto perché non usava i suoi poteri mentali per aggiustarmi al telefono...
Ora sto meglio, ma forse la Otta non farà il post, perché è arrabbiata...
La Otta è cattiva!