L’AMICO
RITROVATO
di Fred Uhlman
Ossia
la dimostrazione che gli antichi greci hanno ragione quando affermano
che (parafraso) l’amicizia non si può rompere: o è per sempre
oppure non è mai stata.
In
particolare, qui si mettono in mezzo avvenimenti storici più grandi
dei protagonisti (o forse no...) come il Nazismo e l'Olocausto,
laddove Hans è un ragazzo ebreo di famiglia borghese, e Konradin,
l'amico, suo compagno di classe, un tedesco puro, di nobile stirpe.
Con
l’ascesa di Hitler, pertanto, emergono prospettive diverse, ma poi…
Nella
frase finale, a distanza di anni, il mondo si ribalterà di nuovo
donando alla vicenda un significato profondo e inaspettato,
commovente e colmo di luce, qualcosa di prezioso da custodire per
sempre nel ricordo.
Un
romanzo breve quanto incisivo, dallo stile sobrio quanto efficace,
che in poche pagine, senza arrivare al vero orrore, ci mostra i suoi
albori, che tuttavia sono abbastanza. Una cosa che mi ha colpito, ad
esempio, è il fatto è che Hans, da sempre amante di Hölderlin,
dopo l'esodo non leggerà mai più il poeta tedesco, arrivando ad un
rifiuto della Germania anche sul piano culturale. Un concetto
profondo, questo, con molti echi, che naturalmente non possono che
riflettersi sulle sue motivazioni in ordine all'amicizia con
Konradin, colpevole di trovare Hitler carismatico e di aderire al suo
pensiero politico.
Ma
soprattutto è bellissima la descrizione del rapporto fra i due
ragazzi: come nasce, come si sviluppa, indugiando sulle dinamiche,
sugli equilibri e le sfumature che a poco a poco ne divengono parte.
Poche pennellate, ma sufficienti a racchiudere tutto (si veda
l'incontro fra Konradin e il padre di Hans).
Un'opera
notevole che si legge in un paio d'ore e di cui esiste un seguito:
“Un'anima non vile”, il quale ripercorre la medesima vicenda dal
punto di vista dell'amico tedesco, donando nuove emozioni e colmando
qualche vuoto.
Invero,
ai due libri se ne deve aggiungere un terzo, “Niente resurrezioni,
per favore”. Più amaro, più disincantato, che, benché non abbia
connessioni dirette con i due precedenti, in un certo senso ne
costituisce l'epilogo, essendovi spiritualmente legato.