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lunedì 30 marzo 2015

Un libro violento


IL FINE ULTIMO DELLA CREAZIONE
di Tim Willocks

Tim Willocks mi fa godere.
Sì, perché è uno di quegli autori gastrici che scrivono da dio e non te lo fanno pesare, ed anzi ti fanno sentire le parole mentre ti esplodono in bocca e nel cranio risuonando della pura, stupenda esattezza del loro significare... E, oltre a ciò, Willocks, riesce persino a raccontarti qualcosa, qualcosa che ti gela il sangue nelle vene, che ti scuote e ti tiene incollato alle pagine fino alla fine, risvegliando sensazioni affamate dentro di te, che ti consumano, ti esaltano e che ormai devi saziare...
E tu cerchi lo stesso di centellinarle, le pagine, perché vuoi che durino il più possibile, ma al contempo è imperativo divorarle perché, dannazione, hai bisogno di sapere!
Per quel che mi riguarda, “Il fine ultimo della creazione” è il suo romanzo più bello (tra quelli che ho letto), più intenso, forse perché per me era stato il primo, forse perché avevo già cominciato ad adorarlo mentre Dany me lo raccontava, caldeggiandone l'acquisto, promettendomi che avrei amato i protagonisti, sofferto con loro e vibrato di passione...
E' stato così.
Tim Willocks, nella caricatura del nostro vignettista
Trattasi di un thriller carcerario con personaggi intensi, dai caratteri forti e definiti, situazioni al limite, e un carnevale umano di crudeltà e sopraffazione con le sue regole e le sue follie.
E tra un'efferratezza e l'altra troviamo il tempo di ragionarci su, di elucubrare, di analizzare, di cercare spiegazioni più alte, capaci, magari, di elevarci oltre l'umana miseria... che però è sempre in agguato, sempre presente, pronta a detonare.
E lo fa, quando il Direttore del carcere, Holmes (personaggio che non può non rimanere impresso), abbandona i detenuti al loro destino, fino a che... scoppia la rivolta! Ed è guerra, guerra totale!
Un libro violento, ma soprattutto potente e scritto in modo superlativo.
Ed è vero, in generale, il microcosmo carcerario mi attrae da morire... ma non sono mai stata una gran fan dei thriller.
Questo fa eccezione.

martedì 3 dicembre 2013

Un buon crescendo


CELLA 211
di Francisco Pérez Gandul

Ciò che mi ha attratto in questo romanzo è stata l'ambientazione carceraria che, non so perché, mi ha sempre affascinata. Nella fattispecie qui si racconta la storia di Juan Olivier, neoassunto come secondino in un carcere di massima sicurezza, con una moglie giovane, incinta e innamorata che lo aspetta a casa. Il nostro Juan è un ragazzo preciso e si presenta in anticipo sul posto di lavoro, trovandosi però, suo malgrado, impastoiato in una rivolta dei detenuti capeggiati dal tremendo Malamadre, il più pericoloso di tutti. Ovvio che se i carcerati dovessero scoprire che il nostro è uno sbirro questi farebbe una brutta fine... Ma non lo conoscono, è nuovo, senza divisa, e grazie ad astuzia e sangue freddo, Juan si spaccia per uno di loro... Malamadre, però, è un osso duro...
Un thriller coinvolgente, con un buon crescendo, il cui elemento più interessante è il trasformismo del protagonista (un buon mix di vulnerabilità e forza, ma soprattutto forza), che all'inizio può apparire un po' sprovveduto, benché coscienzioso, un po' “mammoletta”, ma che invece si adatta in fretta rivelando notevoli attributi.
Poi c'è Malamadre, il cattivo, l'antagonista, attraente e sgradevole ad un tempo, anche se un po' tagliato con il coltello, la questione basco-spagnola, una discreta dose di violenza resa con un linguaggio crudo ed efficace, frequenti colpi di scena.
Altro elemento di pregio il triplice punto di vista, supportato da registri diversi, che permette una maggior introspezione.
Nel complesso il romanzo si legge con piacere, è avvincente, ben costruito, ma non mi ha lasciato troppo di sé dopo l'ultima pagina. Eppure il finale, altamente drammatico, è azzeccatissimo e innalza ulteriormente il valore del libro. Dunque? Qual è il problema?
Forse solo che sotto sotto speravo in un altro “Il fine ultimo della creazione” di Tim Willox... Amen.
P.S.
Da questo romanzo è stato tratto un film che a quanto pare ha riscosso molto successo, ma che non ho ancora visto...