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giovedì 30 ottobre 2014

Sentimenti potentissimi


IL PRINCIPE DELLE MAREE
di Pat Conroy
 
 
Sono pochi i libri che mi hanno colpito a livello emotivo tanto come questo, pochi davvero: senz'altro questo è il migliore di Conroy, ed infatti costituisce la summa (e la sublimazione) di tutti i suoi elementi ricorrenti: dal tema del suicidio alle difficoltà familiari, all'amore nelle sue varie accezioni e implicazioni agli abusi, al passato che torna a mordere e a presentare il conto...

Forse avete visto il film, splendido anche quello, ma diverso e così “impoverito” rispetto al romanzo (differente persino il principe delle maree, il fratello di Tom il protagonista, ossia Luke, il mio personaggio preferito, per tacere di Caesar, la sua tigre)!

La storia si svolge su due piani: presente e passato. E tra le due è il passato, quello che racchiude l'esperienza di Tom e della sua incredibile famiglia – che ancora ne porta il peso – il più interessante.

Tre fratelli: Savannah, dotatissima poetessa (una sua opera ci viene letta, e ci pare addirittura all'altezza della definizione, cosa rara in un romanzo), nel presente non fa che tentare il suicidio, Tom, che al momento ha un po' di problemucci in famiglia, e in particolare con la moglie, e Luke, il maggiore, il mio adorato...

Con l'aiuto di un'affascinante psichiatra, Lowenstein (di cui Tom si innamorerà, ricambiato e che pure lei ha le sue difficoltà familiari), andremo a scoprire il perché della realtà di oggi, densa di malessere e di disagio, nelle pieghe si ieri, e al posto delle cicatrici, mai davvero formatesi, troveremo ferite aperte e sanguinanti... e la loro causa. In parte rimossa e da affrontare, peggiore di quel che immaginiamo.

Si tratta di una storia drammatica (assai più di quella cinematografica), intensa, ma anche straordinariamente magica, in cui senti il sapore dell'infanzia, la sua innocenza incontaminata, e in cui incontri personaggi meravigliosi che ti accompagneranno per l'eternità, vivi, pulsanti, delineati in modo magistrale e pieno d'amore...
 
Pat Conroy, nella caricatura del nostro autore

Aggiungiamoci che la storia è ben scritta, ben strutturata (digressioni incluse), ed è una di quelle che ti coinvolgono da subito, trasmettendoti una marea (è il caso di dirlo) di emozioni, facendoti amare luoghi che hai sempre considerato uguali a tutti gli altri (il Sud Carolina), e rendendoli speciali.

Sentimenti potentissimi (stupendo il rapporto fra i tre fratelli) che si scontrano e innescano conseguenze... molte imprevedibili.

Superbo!

martedì 28 maggio 2013

Un romanzo corale, avvincente, commovente...


I RAGAZZI DI CHARLESTON
di Pat Conroy





Vale a dire lo stupendo romanzo che mi ha indotta a leggere l'”Ulisse” di Joyce per i continui riferimenti (non necessariamente dotti) che fa a quest'opera e che già emergono dal nome del protagonista, Leopold, e di suo fratello, Stephen!!!

Okay, non è “Il principe delle maree” – che ho amato infinitamente di più, che è più profondo, più poetico, più sofferto e autentico, meglio strutturato, con colpi di scena più riusciti, e con personaggi più intensi (Luke in particolare, il fratello maggiore di Tom, nonché il vero “principe delle maree”) – ma l'ho letto più di recente e comunque mi è piaciuto moltissimo: più di “Beach Music” (non tanto per i pregi letterari, quanto per i personaggi e la trama), e che contiene quasi tutti i sublimi elementi che caratterizzano le opere di questo magnifico autore, oltre a tanti temi a lui cari: un misterioso dramma del passato che continua ad influenzare il presente, il suicidio di una persona cara, e l'Amore, nell'accezione più vasta possibile, che ti illumina dall'interno e ti resta dentro, per sempre...

A colpire c'è innanzitutto l'ambientazione: Charlestone, di cui non puoi evitare di innamorarti, non solo per la forza delle descrizioni, ma altresì per lo spirito della cittadina che Conroy ti trasmette e ti permette di cogliere nella sua essenza più vibrante e vigorosa.

E poi i personaggi: forti, e molto caratterizzati, soprattutto gli splendidi (quasi tutti) ragazzi di Charlestone, ciascuno con un passato drammatico alle spalle, in certi casi non ancora sopito, e che si rubano la scena l'uno con l'altro, ammaliandoti e divertendoti, e a cui è impossibile non affezionarsi... E il protagonista: riflessivo, sensibile, simpaticissimo, e molto positivo, che però è capace di riservare sorprese...

La trama ha come nucleo una bellissima amicizia, con le sue complicazioni e i suoi drammi, quella dei ragazzi di Charlestone, appunto, che si snoda negli anni, dall'adolescenza sino alla maturità, e in cui emergono differenze caratteriali e sociali, in cui i personaggi si scontrano e si completano tra loro, trovando ciascuno la propria dimensione negli altri e, laddove è possibile, negli altri la propria salvezza.

Forse la vicenda si perde un po' verso il finale, e ci sono alcuni elementi che appaiono forzati e poco genuini (la morte di un personaggio, in particolare, risulta gratuita, pretestuosa e sembra volta solo a cercare di impressionare il lettore), ma sono difetti che possiamo perdonare, alla luce di tutto il resto.

Un romanzo corale, avvincente, commovente, ma anche carico di tensione, di segreti, e di scoperte, sostenuto da dialoghi brillanti e da una bellissima prosa, ma soprattutto dai suoi meravigliosi protagonisti.

Un romanzo scritto per essere amato e da cui, come lettore, ti senti totalmente ricambiato, tanto che fai davvero fatica a lasciarlo andare. Durante la lettura, ma anche dopo che l'hai finito.