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mercoledì 6 agosto 2014

Il mio commentino pubblicato


QUASI MINI RECENSIONE SU FILM TV
 
(Film TV #31 del 05/08/2014)
 
In questo senso: nel mese di maggio (o era giugno?) su Film Tv (settimanale di cinema, Tv e altro) era stato indetto questo concorso/sondaggio: “La paura fa 60”, in cui i lettori erano invitati a votare il film horror che più li aveva spaventati fra i sessanta selezionati dalla redazione e quindi ad inviare il loro commento con una spiegazione...

Tra i titoli, ad esempio: “The Descent”, “L'Esorcista”, “Lo Squalo”, “Profondo Rosso”, “Rosemay's baby”, “L'inquilino del terzo piano”...

Insomma che io, spinta dal MPM e da sempre amante del genere, ho partecipato con “Lasciami entrare”, a cui a suo tempo avevo già dedicato una recensione sul blog.

Ebbene: ieri ho trovato il mio commentino (non si potevano superare i 500 caratteri)... pubblicato!!! Yeeeehhhh!!!!!!!

Eccolo qui:
 

Lo so che è una piccola cosa, che non è manco una recensione ma appena un pensiero, e che probabilmente la rivista pubblica tutti, di volta in volta, senza attribuire premi e nemmeno meriti...

Però mi ha fatto comunque piacere (benché il Mio Perfido Marito fosse assai più entusiasta di me) e... E mu, niente, già che c'ero l'ho segnalato.

Ringraziamenti e omaggi a Film Tv!

giovedì 6 marzo 2014

Magistrale, perfetto...


LASCIAMI ENTRARE
di John Ajavide Lindqvist

 
Il film mi era piaciuto moltissimo (si veda post 12 novembre 2013) e così non ho potuto evitare di procacciarmi il romanzo. La trama è la stessa, ma qui (a meno che non sia la mia memoria ad ingannarmi) i personaggi e i dettagli si moltiplicano, si fanno più netti, distinti, la solitudine è più cosmica e disperata, a tratti soffocante, mentre la poetica, con l'incremento dei particolari e la riduzione dei silenzi, si ridefinisce acquisendo sfumature nuove, più realistiche, forse, ma meno suggestive, meno liriche. Il mondo in cui ci muoviamo sembra affogare nel malessere, senza redenzione.

Lo stile di Lindqvist, però, è magistrale, perfetto, e quella che nella pellicola appariva come lentezza (seppur non sgradevole) qui si avverte appena, assumendo, al là delle situazioni truculente, connotazioni fiabesche. Il ritmo quieto (ma incalzante) con cui la storia è scandita, infatti, fa parte del fascino e della meraviglia, e non solo non è noioso, ma contribuisce a creare un'atmosfera rarefatta che induce ad abbandonarsi alla narrazione.

L'orrore, sia esso un volto deturpato o la violenza di un'aggressione, è rappresentato con minuzia, ma, paradossalmente, non è mai raccapricciante, risultando piuttosto tragico, dolente, o solo terribilmente triste. E poi impariamo che in ognuna delle sue accezioni, l'orrore (persino quello “psicologico”), ha sempre due facce, due risvolti, una duplice possibilità di essere interpretato, e che i ruoli di vittima e carnefice, sovente, sono intercambiabili.

Dopo che si volta l'ultima pagina si ha l'impressione di conoscere molto meglio sia Eli sia Oskar. Nei loro tratti essenziali sono sempre gli stessi del film, eppure qualcosa cambia nella nostra prospettiva, come se adesso, per la prima volta, riuscissimo veramente a metterli a fuoco. Non sono più i bei personaggi di un racconto scritto col sangue: sono veri, vivi, fortemente sententi. E nelle loro vite c'è molto più dolore di quanto lasciasse intuire la pellicola.

A questo punto mi urgono altri titoli di questo stupefacente scrittore... Il mio prossimo acquisto sarà “L'estate dei morti viventi”, che, già a sbirciare la sinossi, pare riuscire a rinnovare ancora il trito tema degli zombie...

martedì 12 novembre 2013

Dominato dal bianco della neve

LASCIAMI ENTRARE
(2008)
La storia bellissima, straziante e romantica di due bambini che vincono stratificazioni di solitudine consolandosi l'un l'altra grazie ad un'amicizia impossibile e senza confini.
Solo che uno dei due, la femminuccia, è una vampira.
E ha fame, e ha bisogno di nutrirsi e lo fa. C'è chi uccide per lei, senza permetterci di dimenticare che la bimba, fondamentalmente, è un mostro.
E non lo è: non è cattiva, è solo la sua natura ad essere così, condannandola a rimanere eternamente imprigionata nel corpo di una bimba, a fuggire per proteggere il suo segreto, ad isolarsi dal mondo. Sa essere spietata, però, quando è necessario...
E il maschietto? Il maschietto è un qualunque ragazzino timido e introverso, lasciato a se stesso, solo, anche quando è insieme agli altri: la sua famiglia, i compagni di classe, a scuola, dove è vittima dei bulli...
E poi c'è il signore che accompagna la bimba vampira e uccide per lei... Chi è? Sul momento non ne abbiamo una grandissima opinione, ma poi, quando ci accorgiamo della sua devozione e della sua sofferenza, ci prende il cuore. Perché non è colpa di nessuno se la situazione è questa, e ognuno, a modo suo, annega nella solitudine...
Il film è lentissimo, dominato dal bianco della neve, dal rumore dei nostri pensieri, dal silenzio, rotto di tanto in tanto dall'orrore del sangue (di cui non viene fatto un uso eccessivo, ma che quando compare è comunque di impatto), che mentre tinge il paesaggio di rosso, gocciandovi sopra, paradossalmente arriva quasi a confortarci, oltre che a sconvolgerci.
Eppure il film non è horror, ma poesia. Lirico, dolcissimo, nella stessa misura in cui è avvelenato.
Il culmine è alla fine: prima in un picco di violenza (peraltro ben piazzata e ben meritata) e poi nella sconcertante comprensione, finalmente, di chi sia l'accompagnatore anziano della baby vampira, quando avviene il passaggio del testimone...
Superbo. E tragico.
P.S.
Ovviamente, mi riferisco al film svedese. Del remake americano mi è bastato il trailer, che ho trovato fracassone e inutile, niente più che il solito horror commerciale. Se sbaglio, però, avvertitemi: nel caso farò ammenda.