Se ti è piaciuto il mio blog


web
Visualizzazione post con etichetta Queste Oscure Materie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Queste Oscure Materie. Mostra tutti i post

venerdì 9 marzo 2018

L'agghiacciante Lega di Sant'Alessandro

IL LIBRO DELLA POLVERE – LA BELLE SAUVAGE
di Philip Pullman


Prequel della trilogia “Queste Oscure Materie”, per il momento non vi aggiunge molto, se pure non ci si possa esimere dal leggerlo per completezza e curiosità. 
Ci sono infatti discussioni interessanti e ricche di sottintesi (sui daimon, sulla polvere, sull'aletiometro), molti ritorni graditi (personaggi che è un piacere ritrovare, benché sotto una veste diversa – Lyra neonata, Lord Asriel padre commosso e affettuoso...), nuovi splendidi protagonisti cui affezionarsi e trovate di grande fascino – una per tutte, l'agghiacciante Lega di Sant'Alessandro, efficace quanto insidiosa, subdola e ricca di implicazioni negative. 
Nell'insieme un libro discreto, gradevole, ma lontano dalla genialità e dalla forza visionaria della trilogia precedente. Certo il protagonista, Malcom, è più simpatico di quanto non fosse Lyra ragazzina, e la scrittura, sempre di buon livello, coniuga, come ne “La Bussola D'Oro” etc., speculazioni filosoficoreligioso a fantasia avventura e originalità, che vanno oltre il mero intrattenimento, ma senza guastarlo, anzi aggiungendovi pepe e sostanza. 
Tuttavia, se la prima parte del volume scorre bene e cattura l'immaginazione (solleticandoci ancor di più con un personaggio come Bonneville, il cui daimon-iena-odiosa in apparente contrasto con lui non può che farci scivolare in elaborate supposizioni a cascata), la seconda è piuttosto piatta e persino svogliata e ripetitiva. L'idea di base è suggestiva, ma viene sviluppata senza colpi di scena e con poche emozioni, riducendosi ad una sequela di incontri/scontri, che però portano a poco. 
In effetti io taglierei duecento pagine buone, anche se, così facendo, si rinuncerebbe all'evoluzione del rapporto Alice/Malcom e all'approfondimento, in particolare, del carattere della fanciulla. 
Naturalmente, visto che la storia è destinata a continuare, è possibile che queste siano solo premesse necessarie e che nei capitoli successivi sorprese e stimoli aumentino e che, insomma, la trama abbia solo bisogno di ingranare.
Speriamo!

lunedì 20 maggio 2013

Dei bei personaggi, ben delineati a livello psicologico, e dei bei cattivi...


LA BUSSOLA D'ORO, LA LAMA SOTTILE, IL CANNOCCHIALE D'AMBRA

di Philip Pullman

(La Trilogia di “Queste Oscure Materie”)





Una trilogia fantasy stupenda, scritta con sapienza e maestria. Ma non solo! L'opera è assai più complessa di un comune romanzo fantastico e di sicuro non è rivolta ad un pubblico di infanti. Ispirata vagamente a “Il Paradiso Perduto” di Milton, è infatti chiaramente anticlericale, e piacevolmente critica e blasfema.

Una vicenda avventurosa, affascinante, ricca di immaginazione, di misteri, di trovate interessanti, con riferimenti dotti e colpi di scena indovinatissimi, a tratti quasi spaventosa (la signora Coulter e il suo scimmiotto, tanto per dire...) o semplicemente così intensa da spaccarti il cuore (il bambino “reciso”). Con un colpo secco, però, duro, che non ti lascia il tempo per piangere, che puoi solo ingoiare...

Ci sono dei bei personaggi, ben delineati a livello psicologico, e dei bei cattivi, che non sempre sono proprio tali, anche se la narrazione ti porta a diffidare, e a ribaltare, talvolta, la tua prospettiva... Ci si affeziona a tutti e si soffre per ogni caduto.

In quanto alla protagonista, invece, Lyra Belacqua, benché sia coraggiosa, ribelle, etc. etc., all'inizio – almeno per l'intero primo tomo – mi è abbastanza antipatica... In compenso, man mano si prosegue, il suo carattere migliora, si evolve, screziandosi di sfumature, fino a che, ne “Il cannocchiale d'ambra”, comincio ad apprezzarla davvero.

Lo stile è denso di descrizioni, minuzioso, ma incalzante: ti avvolge, ti cattura. Ti strega.

Bellissima la rappresentazione dell'anima attraverso i daimon... Il concetto di peccato, di libero arbitrio...

Notevole l'opera a livello filosofico-intellettuale, sostenuta da una teoria articolata e originale.

Una trilogia convincente, adulta. Innovativa. Profondamente simbolica, evocativa, fitta di eventi, di emozioni, di suspence. Impegnativa per tematiche ed implicazioni, che trascendono e permeano il livello di lettura meramente fantastico, con paralleli e rimandi biblici, efficacemente reinterpretati.

Dal primo volume “la bussola d'oro” è stato tratto un film. Grazioso, in sé per sé, ma a dispetto degli effetti speciali e dei bravi attori coinvolti (Nicole Kidman, Daniel Craig...), ha ridotto la complessità del testo ad una favoletta per bambini, impoverendola drasticamente e privandola di... quasi tutto, salvo il gusto per l'immaginazione, che però qui resta un po' fine a sé stesso.