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Visualizzazione post con etichetta Sylvester Stallone. Mostra tutti i post
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mercoledì 5 giugno 2019

Il cammino dell'eroe

CREED
di Ryan Coogler
(2015)


Che potremmo chiamare Rocky VII, se non fosse che il nostro pugile preferito, ormai acciaccato e troppo in là con gli anni, cede i guantoni al figlio di Apollo, il suo storico nemico-amico, e ne diviene l'allenatore... 
In effetti, più che un sequel è uno spin-off, complessivamente più che accettabile, nonostante il modulo narrativo sia sempre lo stesso dei vecchi film, e, a tratti, suoni più come un remake, con i personaggi che si scambiano i ruoli, ma, fondamentalmente, fanno sempre le stesse cose. 
A differenza di tanti ricicli dagli anni 80, però, un remake dignitoso, godibile, che aggiunge qualcosa di suo alla serie e allo stesso Rocky Balboa, personalizzando quel che può, in modo rispettoso, e bissando quel che deve senza infastidire, forse perché la saga dello Stallone Italiano è un po' come una fiaba e la ripetizione non la guasta, anzi la rende più digeribile ed esaltante. Per dirla tutta: più il suo andamento è scontato, più ce lo godiamo. 
Tuttavia la pellicola non è perfetta: il cammino dell'eroe e la sua evoluzione come atleta e come uomo sono ben delineate, così il background di Adonis Creed e il rapporto con il suo neo eletto mentore, gli incontri sono avvincenti e movimentati, ma... ci sono alcune forzature specie a livello di continuity con la saga di Rocky, il film è eccessivamente lungo, maledizione (più di due ore, ma come si fa?), inoltre,  nonostante il magnifico corpo scultoreo, Michael B. Jordan è inguardabile, specie di profilo, ma soprattutto non lo si può sentire chiamare Rocky “zio” (ma che è, un torinese?!).
In ultimo, la colonna sonora è atroce. Se la saga di Rocky ci ha regalato successi immortali e traboccanti pathos, qui 'sta musicaccia fracassona ammazza l'epos e fa venir voglia di togliere il volume. De gustibus, certo. Ma per me è quasi indecente e la vivo come puro rumore (non che Bianca, la fidanzata di Adonis, che tenta la carriera di cantante, sia meglio coi suoi vocalizzi infernali).
Che altro?
Ho iniziato Creed 2, in cui torna niente meno che Ivan Drago, e Adonis deve combattere con suo figlio Victor... Vi saprò dire.

venerdì 14 agosto 2015

Il miglior film di Stallone

DEMOLITION MAN
di Marco Brambilla
(1993)


Questo è un film d'azione come vorrei ce ne fossero di più: perché c'è tutto, alternato in una miscela perfetta, in cui ogni elemento si bilancia alla perfezione con gli altri, impreziosendolo ed esaltandolo!
Combattimenti bellissimi, ottimo ritmo, adrenalina a gogo e tante chicche (l'occhio staccato per superare il controllo retinico, ad esempio), una buona matrice fantascientifica di tipo distopico (siamo nel futuro, a San Angeles, fusione tra San Diego e Los Angeles, la cultura è morta e si è ridotta a dei jingles pubblicitari d'epoca, la violenza è stata apparentemente debellata, le parolacce, la caffeina e i giocattoli non educativi dichiarati fuorilegge, ma ci sono i terroristi nelle fogne e qualcuno si prepara a prendere il potere), due figaccioni non ancora stagionati che se le danno di santa ragione, ma soprattutto abbiamo un contesto ironico (nonché autoironico) e divertente, con tantissime gag dal sapore fantastico-sociale o semplicemente da ridere a profusione, tra un ammiccamento e l'altro (inclusi quelli su Schwarzy)!
Carinissima e azzeccata, poi, la coppia Sly/Bullock, così come quella Sly/Snipes...
Siamo quasi nel 2000 quando John Spartan (superpoliziotto nell'esercizio delle sue funzioni - Stallone) e Simon Phoenix (supercriminale e superpsicopatico - Snipes) compiono una strage... John, poveretto, non ne può nulla, ci è solo finito in mezzo, ma entrambi vengono condannati all'ibernazione (rispettivamente per 70 anni e per l'eternità)...
Solo che Phoenix ne esce dopo 30 (scopriremo alla fine perché), nel futuro malaticcio sopra descritto, e l'unico modo per fermarlo è svegliare pure Sly, affinché gli dia la caccia...
A coadiuvarlo, l'adorabile e nostalgica Lenina Huxley, alias Sandra Bullock.

Sandra Bullock, vista dal nostro disegnatore

Forse il miglior film di Stallone in assoluto, perché, per una volta, il nostro eroe non si prende per niente sul serio (pur restando stramitico)! Da vedere e rivedere in famiglia, se non si hanno stomachelli disperatamente deboli, perché la violenza è spesso stemperata e comunque discussa e analizzata...
Buoni auspici!
P.S.

All'epoca dell'uscita del film si era fatto un gran discutere per la scena in cui Stallone, all'apice della forma, appariva ignudo... Peccato che al cinema fosse stata tagliata!

mercoledì 13 agosto 2014

Cavoluti con due ZZ


ESCAPE PLAN – FUGA DALL'INFERNO
di Mikael Halfstrom

(2013)
 
 
E va bene... A metà mi sono addormentata, ma non è stata colpa del film, è che ero stanca muerta. Inoltre mi aspettavo un picchia picchia/spacca spacca ultratamarro e mi sono ritrovata dinnanzi una pellicola che tutto sommato vanta pure una trama non disprezzabile (a parte qualche assurdità che non sta né in cielo né in terra) e un tentativo di approfondimento psicologico nei riguardi dei protagonisti.

Sempre di intrattenimento si tratta, però... ma in stile anni '80.

Invero, Schwarzy e Sly sono in gran forma, meno, rispettivamente, incartapecorito e siliconato che nei film precedenti, e vederli insieme a collaborare è un piacere per i nostalgici fans come me, specie considerato che come squadra funzionano niente male, nonostante ci abbiano fatto aspettare cento anni per darcene prova!

Dopo averci spiegato/mostrato che Stallone interpreta il grande Ray Breslin, esperto di sicurezza nelle carceri, che testa dal vivo le sue teorie spacciandosi per detenuto e le dimostra con un'evasione, il poveretto viene rinchiuso semi-coattivamente nel sistema di detenzione più yeah di tutti (una sorta di nave-prigione ultra tecnologica), senza regole, senza aiuti e senza diritti (sì, va bene, il copione stride un po' a livello di plausibilità).

Qui conosce Schwarzy, di cui diverrà amico e complice nella madre di tutte le fughe, dopo essere stato vessato e torturato oltre i limiti della sopportazione umana, come piace a Sly (nel senso che nella maggior parte dei suoi film si dedica con godimento spazio a questo tipo di scena), ed averci deliziato con il suo super ingegno, le sue super risorse e la sua super resistenza psicofisica. Nonché con i graziosi siparietti con Schwarzy, che sdrammatizza e ci fa ridacchiare.

Il direttore-aguzzino James Caviezel è cattivissimo e sadico, e devo dire che l'attore, con i capelli corti, vanta un certo qual carisma malato, provocando nello spettatore una montante brama di rivalsa, se non di odio puro (di nuovo, un classico dei film di Sly). C'è anche Sam Neill, in una parte piccola, ma determinante per la trama.

Insomma, l'adrenalina non manca, la tensione e i colpi di scena nemmeno, e si aggiungono qualche risata sorniona e una discreta dose di testosterone ben stagionato.

C'è quello finale, magari, di colpo di scena, che per certi versi è sconvolgente e simpatico, per altri senza capo né coda, davvero buttato lì, che conferisce al film un'inaspettata (viste le premesse semi-drammatiche) patina grottesca. Ciò nondimeno risulta godibile, se non abbiamo troppe pretese.

In conclusione, dunque, se pure io avrei preferito qualche corpo a corpo in più e qualche “corsetta” in meno, i nostri eroi degli anni '80 non hanno perso il vecchio smalto e si mantengono cavoluti con due zz e piacevolmente ironici, restando fedeli a se stessi. Senza però strafare o esagerare troppo.