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lunedì 24 agosto 2015

Piccole perle di saggezza


L'ENIGMA DEL SOLITARIO
di Jostein Gaarder
 
 
Gaarder è diventato famoso con “Il Mondo di Sofia”, ma trai suoi libri quello che avevo preferito io in gioventù era senz'altro questo.

Altri come “Il viaggio di Elisabet” o “C'è nessuno?”, pur gradevoli, mi erano parsi infantili e pedanti, “Il mondo di Sofia” eccessivamente didascalico...

L'enigma del Solitario”, invece, era perfetto, per giunta con un'impostazione di base più variegata e originale.

Ricordo poco della trama, se non che mi era piaciuta, che riguardava legami familiari perduti e che era ricca di corrispondenze e colpi di scena, oltre che pregna di suggestioni filosofiche. Anche qui c'era la trovata de “il libro nel libro”, ma connotata da una maggior omogeneità con la vicenda principale, inoltre i personaggi, in generale, mi erano più simpatici, suscitavano più spontanea empatia, mentre la narrazione risultava più genuina e meno paternalistica.

Jostein Gaarder visto dal nostro vignettista

Ad impreziosire ulteriormente l'opera, poi, le piccole perle di saggezza sparse un po' ovunque: magari non tali da rivelare verità fondamentali, ma espresse con garbo e chiarezza, senza petulanza, ma con incisività.

In seguito alla lettura, poi, rammento di aver sviluppato un'attrazione particolare per i Joker dei mazzi di carte... In effetti, mi piaceva che fossero un elemento importante a livello narrativo e mi incuriosiva l'interpretazione che ne dava l'autore.

A conti fatti, anche in questo caso la storia era più che altro un paradigma – per quanto fantasioso e immaginifico – della vita, con le sue grandi domande... Domande che non sempre trovano una risposta assoluta, ma che sono profonde e interessanti di per sé, tanto più che hanno il potere di farti venire le vertigini.

Anche se, ammettiamolo, anche in quanto ad inventiva e fantasia, Gaarder non se la cava per niente male!

venerdì 20 dicembre 2013

Una metanarrazione tra le più belle


IL MONDO DI SOFIA
di Jostein Gaarder

 
Dove Sofia è una ragazzina di quattordici anni, piena di domande e di curiosità (per arrivare alla conoscenza, ci insegna Gaarder, è questo il segreto: porsi gli interrogativi giusti. Le risposte hanno un'importanza sopravvalutata). Ma Sofia è anche la sapienza, la saggezza, e, infatti, quello che ci viene offerto è per metà un romanzo, per metà un manuale di filosofia (che ci fornisce le domande, appunto. Ma non le risposte, che, come insegnavano i miei prof. Al Liceo, sono invece appannaggio della religione)... L'idea è intelligente ed originale, e ai tempi (anni '90) questo libro era stato un caso letterario.

Divertente, appassionante, non troppo impegnativo.

Anche a me era piaciuto, soprattutto le parti narrative, che, in particolare, dopo un inizio tranquillo, nel finale, si fanno sempre più interessanti, surreali e fantasiose, sorprendendo e shockando il lettore in modi incredibili, intrattenendo e al contempo offrendo spunti per pensieri e riflessioni, cambiando rotta, stimolando l'immaginazione, talvolta arrivando a provocare sensazioni di totale smarrimento, di “dis-appartenenza”, di magnifica confusione... Una meraviglia! Che finisce con l'approdare ad una metanarrazione tra le più belle.

Le parti filosofiche, però, non sono riuscitissime: ancora ancora all'inizio, con i greci, che sono abbastanza semplici, ma nel prosieguo ci sono troppi salti logici, troppe omissioni, semplicizzazioni, pedanterie... E se in principio possono risultare un simpatico ripasso, finiscono col divenire davvero una pizza... Allora preferisco rileggermi l'Abbagnano: come manuale è abbastanza semplice e non presenta particolari difficoltà. Se poi uno non dovesse aver studiato filosofia, non so davvero come possa riuscire ad orientarsi da Kant in avanti... Ammesso che ci arrivi.

Neppure lo stile dell'autore è eccezionale. L'ho trovato piatto, un po' paternalistico, a tratti quasi fastidioso.

Il giudizio complessivo, comunque, è più che buono, anche se, ad essere sincera, di Gaarder ho preferito “L'enigma del solitario”. Più fluido e con un protagonista più simpatico.