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lunedì 22 marzo 2021

Un difficile parto libresco

 CATARSI

Quando il titolo dice tutto.

Ho scritto questo romanzo nell’agosto 2018. E poi l’ho riscritto nell’agosto 2019, passando da una moltitudine di soggettive vere e proprie ad una narrazione più uniforme, tutta in terza persona. L’ho consegnato definitivamente a MPM (dopo una marea di riletture) il 14 marzo 2020 – me lo ricordo perché avevo iniziato il Lockdown due giorni prima -  E MPM (che in mezzo ha pure editato il cartaceo dei Raccontini Malati) ci ha lavorato fino ad ora, nei ritagli di tempo.

Insomma, mai parto libresco è stato più difficile, almeno per me. 

Ecco perché il titolo dice tutto: perché per la mia persona è catartico di nome e di fatto.

E dunque?

E dunque è il quinto e penultimo libro della Saga delle Fanciulle del Mare. Gabriel e Gaelle fanno ritorno a Finale-du-Sud, riunendosi ai Gaumont-Mercier, e tutti insieme raggiungono i Senza Vincoli alle Spelonche, preparandosi alla battaglia...

È un romanzo più tradizionale dei precedenti, per impostazione e per tematica, e cominciano ad emergere un po’ di verità: sulla Setta di Adonai, innanzitutto, ma anche sulle Sibille e i loro scopi… Senza dimenticare René (che poi è il mio personaggio preferito) ora Generale Stevenson. 

Non rivelo altro sulla trama, sappiate solo che, come per i precedenti capitoli, al momento uscirà solo l’eBook, di cui, se MPM è stato bravo, troverete il solito link qui accanto. 

Auspico di poter proporre, all’incirca attorno al mese di ottobre, l’edizione cartacea di “Corpi Nudi”, e poi, a seguire, gli altri titoli, della Saga e non.

Già che sono in vena di comunicazioni di servizio, vi annuncio che il 13 aprile, invece, spero che escano le Fiabette Sfigate, questa volta nella doppia versione cartacea ed eBook. Ma ve ne darò conferma.

Baci tutti.

E Ragnosità.


PS

Quest’estate dovrei riuscire a dedicare il mese di agosto al tomo finale della saga, ovvero “Il Segreto del Sangue”.

Vi terrò aggiornati.

Il libro che qualunque fanciulla vorrebbe leggere!

 NASCOSTO ALL'UMANITA'

di Maria Testaverde

Romance d'avventura: non il mio genere, ormai si sa.

Però.

Però, cavoli, questo è il libro che qualunque fanciulla vorrebbe leggere! Descrive un sentimento assoluto, totalizzante, con un eroe bello e dannato, fondamentalmente incolpevole e comunque redento dall'amore, carico di testosterone e maschia passione tracimante, che, già che c'è, ci delizia con meravigliose citazione letterarie, che vanno da Dante a Shakespeare, passando per Omero... Il romanzo, però, sfrondato di tutte le  possibili parti noiose, inanella drammi vertiginosi, che, pur correndo sempre sul filo della tensione (si comincia con un bell'omicidio), più che altro fanno da scenario all'assolutezza di questo sentimento atomico, sensuale, lasciato apposta a rosolare per renderlo più cocente, tanto che spazzerà via tutto il resto. 

Il libro è esagerato, esagerato in tutto, ma in modo così accelerato e categorico da rinfocolare la sua coerenza interna, che finisce per trasfondersi in una vivacità senza pari: tutto è succoso, denso di aromi, come i tasselli di un sogno...

La cosa che più ho apprezzato, però, è lo stile dell'autrice, perfettamente in sintonia con il contenuto: perentorio, incalzante, cristallino, pervaso da un magnetismo imperativo e risoluto che alla fine di ogni paragrafo pare dire: “Tié, incarta e porta a casa!”, regalandoci, peraltro, alcune frasi bellissime, che risplendono, definendo i cardini della propria weltanschauung. 

La verità è che avrei letto volentieri il romanzo anche solo per le descrizioni magnifiche degli ambienti, sempre intese come proiezioni spaziali della personalità dei personaggi, e poi per la città di Napoli, resa con un affetto estremo, anche se poi si finisce per girare un bel po'.

Curiosità: i miei preferiti non sono i fighissimi protagonisti, Hector e Martina, ma i deliziosi e più stagionati comprimari, Alain ed Elsa. 

Curiosità bis: l'autrice è la sorella del nostro adorabile @ft.leo.37 , autore di “Conserva Indifferenziata”, mentre la copertina è del fratello scrittore e artista @gianluca.testaverde , già autore de “Il giocattolaio e altri deliri”.    

Se volete comprare il libro, provate ad interpellare il primo su Instagram!

mercoledì 3 febbraio 2021

Una celebrazione sui generis

DESTINATO A LEI

di Giulio Vinci

(su Ig @poesie_erotiche)

Riservato ad un pubblico adulto. 

Sì, perché si tratta di poesie erotiche, dionisiache, spesso molto esplicite, in cui si sente scorrere potente la lussuria, in parallelo all'amore, intenso, assoluto, imperativo, anche se ce ne sono alcune che – sensibilità personale – mi suonano possessive e un po' sessiste e non mi sembrano molto lusinghiere per una donna. 

O forse sì, dipende. 

Magari sono io che sono bigotta e imprigionata in schemi preconfezionati, che, in questo caso, non si dovrebbero applicare. O, semplicemente, in quanto non sono che una spettatrice terza, necessariamente incapace di sintonizzarmi con un rapporto che non può che escludermi, perché non è il mio, e che è così assoluto da travalicare le regole ordinarie, se non sovvertirle, per crearne di proprie.

Il dubbio ce l'ho, in effetti.

E non è detto che agli stessi termini diamo il medesimo significato.

Perché una cosa è quello che viene detto, una quello che i componimenti  comunicano, e che, al di là della semantica o dei vocaboli, sono fatti di fuoco, e mi trasmettono intensità, bellezza, forza, e persino ieraticità.

E dunque? Si può parlare di offesa? Di dinamiche che non sempre condivido? O è piuttosto una celebrazione sui generis, sacra, impetuosa, così urgente e perentoria da spingersi oltre tutti i confini fino a ridisegnarne di nuovi? Che tocca corde profonde, ancestrali, e le suona con maestria quasi divina, tanto da non ritenere di doversi preoccupare dei miseri mortali che occasionalmente le intercettano?      

Tralasciando le mie personali concezioni, qualitativamente le poesie sono molto belle, auliche, volgari, o entrambe insieme, ma mai gratuitamente, variegate, feroci, e cariche di desiderio e di passione.

Da leggere.

Con la mente aperta e un occhio al contesto.

Giovanile e un po' coatto

AUG!

di Jans Illusion

(su Ig @jans_illusion)

Un romanzo esplosivo, originale, capace di mostrare più che di dire, volutamente ruvido e stridente... e corposo, non per il numero di pagine, ma per tutto quel che contiene: vita vera e pulsante, amicizia, morte, amore, tradimento, idee sballate, follia, sesso, e un sacco di fracasso.

In primis a livello stilistico: a metà fra Zerocalcare e Irvine Welsh (con più Welsh che Calcare, per fortuna), dalla prorompente freschezza linguistica, genuino, triviale, ma che quando vuole sa fermarsi, inspirare, ed essere elegiaco e dolcissimo. Ti fa entrare nella testa dei protagonisti, nei loro pensieri reconditi e retropensieri, che però restano loro e non ti permettono di immedesimarti del tutto, tanto sono fortemente caratterizzati. Con gusto e divertimento. E tantissima ironia, che sempre apprezzo.  

La trama, poi, è pregna di ambivalenza, di cambi di registro, di situazioni che scivolano in altre, quando non ci precipitano, sovente catturandoti e imbrigliandoti nella loro rete perché vuoi sapere dove accidenti andranno a parare, ma senza imperativi, perché intanto ti fa piacere essere trasportato, immergerti nel viaggio e ascoltare il trambusto, che agisce a più livelli... e ti fa godere di ogni riferimento, di ogni citazione (persino di quelle musicali, che io normalmente detesto). 

L'opera è ipnotica, giovanile, un po' coatta, e frizzantissima.

Ha un unico difetto... Che mi urta. Ma questo dipende dalla differenza di testa fra me e l'autore (peraltro simpaticissimo ed educatissimo), ed è che io sono fortemente normativa. Lui no. Anzi... Ma parla una che avrebbe preso i protagonisti de “La Casa di Carta” e avrebbe fatto loro mangiare ogni nota di “Bella ciao!”, perché, un po' di coerenza, diamine, siete dei cavolo di rapinatori, se vi atteggiate ad eroi rivoluzionari mi fate venire voglia di impalarvi a sangue. Quindi non badate a me. Il romanzo è un diamantino grezzo, ma bello lucente...

mercoledì 6 gennaio 2021

OTTA AWARDS 2020 (V)

 OTTA AWARDS 2020

FUMETTI




Considerando solo le graphic novel (intese in senso ampio, ma, ovviamente, senza contare Manga da edicola, Bonellacci e similari), nel 2020 le mie letture sono calate, ve l'ho detto. 117 contro e 165 dell'anno prima. Pazienza... Sto recuperando alcuni titoli adesso. E poi ho letto più libri (141 invece di 125).

Ecco che cosa ho amato di più:

Sicuramente più di tutto la serie di “Last Man” di Balak, Bastien Vivès e Michaël Sanlaville. Incredibile, emozionante, dinamica, in continua evoluzione, con combattimenti straordinari e un sacco di pathos!!! E di nuovo mi tocca ringraziare @dammydoc perché se no non l'avrei mai recuperata. È stato pazzesco. Grazie. Per fortuna è ancora in corso...

Tra i classici, senza dubbio vince “Ethel e Ernest” di Raymond Briggs, di una dolcezza infinita, con dei disegni meravigliosi. Oh, quanto vorrei poter leggere “Quando soffia il vento”! Lo bramo da oltre un decennio!


Mentre il più atteso del 2020 per me è stato “Cinque anni” di Terry Moore, con tutti i fili delle sue trame che si annodano, finalmente! L'ho amato. Forse la trama non è così stellare... ma il montaggio, i personaggi, il modo di narrare... Quelli da soli valgono un Otta Award.

A livello di poesia fiabesca, invece, vince senza dubbio “L'età dell'oro” di Cyril Pedrosa e Roxanne Moreil. Magnifico e imprevedibile, con una conclusione sublime. Tra gli horror la fa da padrone “Gideon falls” di Jeff Lemire, di cui ho amato ancora di più l'autoconclusivo “Sentient”, di matrice fantascientifica, ma sono state l'idea alla base e le sue implicazioni etiche a catturarmi. 

Nella categoria fiabe, ho apprezzato molto “Pelle di mille bestie” di Stéphane Fert, dagli sviluppi interessanti e i disegni ipnotici.


Il volume più rutilante, però, è stato “Il nuovo mondo” di Ales Kot, una favolosa sorpresa dai colori accecanti, che di nuovo devo a @dammydoc (come si fa a non adorarlo?). Idem per “Glenn Gould. Una vita fuori tempo” di Sandrine Revel. Pura poesia. Pura bellezza.


E con questo, gli Otta Award si concludono. 

In quest'ultimo post sono stata un po' sbrigativa, lo so. 

Ma li ho scritti tutti di seguito e comincio ad aver bisogno di merendare!!!

Grazie, baci e ragnosità.

(Non protestate: le ragnosità sono una cosa bella!) 

martedì 5 gennaio 2021

OTTA AWARDS 2020 (IV)

 OTTA AWARDS 2020

LIBRI SAGGI E ALTRO



Et voilà, vado diretta.


Non sempre ho dei vincitori indiscussi per una categoria, ma quest'anno sì. Tra i non romanzi l'Otta Award degli Otta Award va a “Helgoland” di Carlo Rovelli. Che vince anche nella categoria “Robaccia scientifica”, “Filosofia”, e “Poesia”. Ringrazio @dammydoc perché è lui che mi ha presentato l'autore con lo splendido “Sette brevi lezioni di fisica”, che pure finisce in pole position. E non mi venite a dire che non ci capite niente di fisica. Non ci capisco niente neanche io. Ma Rovelli rende tutto talmente semplice che non si può non riuscire a seguirlo. Si resta stregati e si va avanti.

Tra le raccolte poetiche, però, devo menzionare “Acqua Acqua Fuoco” di Laura Accerboni e “Macello” di Ivano Ferrari. Quest'anno ne ho lette tante di antologie poestiche, più di cinquanta, ma questa sono quelle che mi sono rimaste più impresse. 


Tra i saggi letterari, invece, ho adorato “Guida alla letteratura fantastica” della Odoya. Che, quindi, come sempre, è in perfetto equilibrio tra divulgazione e analisi critica e mi aiutata a mettere in ordine un po' di dati.

Devo poi citare “Atlante dei paesaggi letterari” della Rizzoli. A livello di mera lettura non è granché, lo stile è rigido, scolastico, persino. Ma che idea favolosa!!! E che belle immagini! Mi sono appassionata molto a leggerlo. 


In ultimo tre libri di fotografia sulla natura, che ho amato moltissimo, e che sono davvero sontuosi anche solo da sfogliare: il primo è “Vivono tra noi. Ritratti straordinari di insetti ordinari” di Daniel Kariko, con foto ingigantite di  insetti. So che non sono molto popolari, ma questo libro è un gioiello e una genialata! Idem per “Flora” della Gribaudo, utile anche sul piano contenutistico, e dal gusto più convenzionale. È uno spettacolo per gli occhi e per il cuore. E poi, terzo, “Sharks Secrets”, di Francesca Romano Reinero e Sergio Riccardo. Davvero prezioso. Con foto enormi e tante, tante informazioni sui miei pesciazzi preferiti. Anche se non c'è il goblin, purtroppo. Ma pazienza. Non si può avere tutto.


Domani concludiamo con i fumetti!

domenica 3 gennaio 2021

OTTA AWARDS 2020 (III)

OTTA AWARDS 2020

AUTORI EMERGENTI

Parte II



Segue da ieri. Come già spiegato, questa è una “cerimonia” di premiazione, non una classifica (odio le classifiche e le trovo vagamente ridicole), quindi l'ordine degli autori è totalmente casuale!  

Ebbene, bando alle ciance, cominciamo:

L'Otta Award Esoterico va ad @angeliealchimia di Barbara De Maestri, che aprirà le vostre porte mentali della percezione e vi cambierà qualcosa dentro. Per sempre. Donandovi un frammento di luce tutto vostro, in cui rifugiarvi quando ne avete bisogno...

Invece il “Premio Sensualità” se lo aggiudica la splendida @ylebooks per “Follie di pensieri pellegrini”. Pura dolcezza. Ma non solo. E, infatti, ecco per lei anche il “Premio Sorpresa” perché, ehi, come potevo aspettarmelo? Questa ragazza è una bomba! 

Assegno l'Otta Award “Armonia Erotica” al suggestivo “Per strade incerte ad inseguire un sogno” di @sirius_267, mentre “Destinato a Lei” (ancora da recensire) di Giulio Vinci alias @poesie_erotiche , vince l'Otta Award gemello, “Potenza Erotica”. E qui taccio, se no MPM mi censura.  

Si becca l'Otta Award “Assurdo sconcerto lisergico e delirante da cui mi devo ancora riprendere” il pazzesco “Aug!” del mitico @jans_illusion. Mi ha lasciata attonita (in senso positivo). Presto lo recensirò. Appena mi rimetto dallo shock.    


L'Otta Award “Sociopatia e Genialità”, però, non può che essere di diritto di @gianluca.testaverde, autore de “Il Giocattolaio e altri deliri”. Leggete il suo libro. Ammirate i suoi disegni. Ma stategli alla larga. 

Il Premio Incanto va a Giulia Coppa @la.scrivania.letteraria, con “Prime luci del mondo”, un'antologia di poesie delicatissime che ti accarezzano l'anima. Presto leggerò “Fervore”, che invece sono racconti.

In ultimo, ma non per ultimo, (l'ho detto: tutti ex aequo) assegno l'Otta Award per l'Inesprimibile a “La corsia dei veicoli lenti” di @simona.bennardo. Istruttivo, intelligente, pieno di positività e di coraggio. 

Complimenti a tutti, ragazzi, e grazie! Non c'è nessuno che non abbia amato! Nessuno che non mi abbia lasciato qualcosa!

Se non avete ricevuto premi è perché non vi ho ancora letti...

Ma vi leggerò.

Sappiatelo. È che sono lenta!!!

sabato 2 gennaio 2021

OTTA AWARDS 2020 (II)

 OTTA AWARDS 2020

AUTORI EMERGENTI

Parte I



Emergenti? Esordienti? Scrittori di Instagram? 


C'è chi mi ha sgridata perché dice che sono definizioni mortificanti (Fabiolino, sei tu!!!). Un po' è vero. Ma chi se ne cale. Sono definizioni, e servono giusto per capirsi. Io non mi sento meno io per questo. E comunque, dato che rientro a pieno titolo nella categoria, posso usarla. Gné Gné!

Ecco i vincitori - in ordine sparso e assolutamente arbitrario - tutti ex aequo, anche se divido il post tra oggi e domani, perché se no non mi basta lo spazio:


Intanto, per sadismo, per spirito di contraddizione... ma un po' perché se lo merita, assegno l'Otta Award “Esordiente del Cuore” a @ft.leo.37, alias Fabiolino. Scrive da Dio. Sul serio. E poi è il mio fratellino adottivo. Non ho recensito il suo “Conserva indifferenziata” perché non mi è ancora arrivato... Ma ho letto i suoi racconti e sono fenomenali!!!

L'Otta Award per la “Scrittura Rigenerante”, invece, va a @d.e.l.a.i.n.a per “Tutte le cose che amo di te”, di una freschezza favolosa, e che mi ha fatta schiantare dalle risate. Anche “L'amore bugiardo” è bello. Ma è triste. E io sono per l'allegria.

Invece si aggiudica il Premio “Personaggio Preferito di Otta” il papà di Carl, @enricoscebba, di “Sul viale delle ombre”... Appena possibile leggerò anche lo spin-off. ...Carl, ti adoro!!! 

L'Otta Award “Sublime Emozione” è più che meritato dalla stupenda @fania4000 con il suo superbo “Sinfonie dell'attesa”. Toccante è dire poco. Mi ha illuminata di immenso.

Il Premio Eclettismo, invece, è tutto per il magnifico e supermodesto @giovannidirosa_writer, che si aggiudica pure la menzione “Scrittura Limpida”. Probabilmente Giovanni è un vampiro, ma non lo discriminiamo. Scrive di tutto, è un ottimo romanziere (si veda la saga “Cronache di un Vampiro”) e un ottimo saggista (“Generazione Seriale”). Continua così, Giovanni! E più autostima!!!

Per la categoria “Stile Crocchiante e Periglioso” abbiamo la fascinosa @rose.rossa.999, autrice del magico “Jack O'Lantern. La vera storia dei digrignanti lumi di Halloween”, che mi destabilizza, disorienta e ammalia tutto nello stesso momento! L'Otta Award per avermi fatto passare al lato oscuro (dei Romance), però, se lo becca @kiaramaly con “Bulla”. Ed è davvero il lato oscuro... Perché “Bulla” è ben più di un romance. Quindi, ecco per Kiara anche il “Premio Impegno Sociale” e il Premio “Verità Nascoste”. 

Il “Premio Giallo”, invece, se lo becca “Labbra sulle quali morire” del bieco @paolo_di_crescenzo. Scrive divinamente, quindi soprassediamo sulla sua nota malvagità. L'Otta Award categoria Fantasy è senza subbio appannaggio di @liciaoliviero, autrice di “Omega”. Licia è una fanciulla giovanissima e incredibilmente promettente. Sei bravissima, ragazza mia!

Domani la seconda parte!!!

OTTA AWARDS 2020 (I)

 OTTA AWARDS 2020

ROMANZI


Per chi non lo sapesse, Otta sono io e gli Otta Awards sono i premi che assegno ogni gennaio nell'ambito delle categorie culturali che prediligo, riferite all'anno appena trascorso. 

Non c'è bisogno che mi diciate che sono egocentrica o pazza: lo so già, ed è esattamente così che voglio essere.

Sia come sia, un tempo gli Otta Awards comprendevano film e Serie Tv, ma quest'anno ci accontenteremo di: Romanzi, Romanzi di Autori Emergenti/Esordienti/Instagrammosi o come volete chiamarli, Altri Libri, Fumetti. Quindi ho snellito anche la categoria librosa, pur aggiungendo un tassello.   

Orbene... 

Nel 2020 ho letto un totale 141 libri (e ne ho una sessantina abbondante in lettura, che però sono fuori gioco), senza contare le graphic novel. Si potrebbe dire grazie al Lockdown, dato che l'anno scorso avevo letto solo 125 libri... Ma la realtà è che invece ho passato quasi tutta la quarantena a scrivere, quindi, se il numero dei volumi letti è aumentato, è perché è tragicamente diminuito quello delle graphic novel: 117 contro le 165 del 2019. Pazienza, il tempo è quello che è.

Oggi, ROMANZI:


Vincitore indiscusso e sovrano senza limiti e senza paragoni è “ALLA FINE JOHN MUORE” di David Wong. È originalissimo, nonostante i richiami lovecraftiani, e, soprattutto, divertente da morire e scritto divinamente, con un'ironia scanzonata e pungente che ci delizia persino nei momenti peggiori. Che ci sono. In senso drammatico e in senso trucido. Ma, Dio, quanto, quanto sono belli!!!  

Al secondo posto, mio malgrado, insieme all'Otta Award per la Devastazione, piazzo “L'ESTATE CHE SCIOLSE OGNI COSA” di Tiffany McDaniels, consigliatomi dal mio fegatino di rana preferito, @sandro_caricato. Che durante la lettura ho desiderato più volte di uccidere. Che a fine lettura ho malamente sgridato. E che ora ringrazio. Perché questo è un libro devastante, che ti strappa via la felicità dalle ossa e ti riempie lo stomaco di sconforto e dolore... Ma è anche bellissimo, e ti ammalia, ti fa crescere e riflettere... Appena posso farò uno straccio di recensione. 


Si aggiudica il terzo posto: “AMY E ISABELLE” di Elizabeth Strout. Che invece ho recensito, se non qui, sul blog. Quindi non dico altro. Salvo... Wow! Intenso!

E ci sarebbero altre menzioni da fare, ma i caratteri sono pochi, perciò mi limito al “Premio Speciale Carnalità” che, a sorpresa (mia, soprattutto) si becca “NEVERNIGHT” di Jay Kristoff, per cui devo ringraziare uno dei miei due guru fantasy, ossia @_hekate_by_kam. La trilogia non mi ha convinta del tutto, la fine è pessima e ci sono molti scivoloni... Ma, ehi, spacca! 

A domani con gli esordienti!

martedì 24 novembre 2020

Il vuoto e il pieno dell'esistenza

 ANGELI E ALCHIMIA

di Barbara De Maestri

(su Ig @angeliealchimia)


Romanzo emozionante, esperienziale e metafisico, con un tocco di romance, tanta azione e molti colpi di scena.

Due i suoi punti di forza principali: la “mitologia” sottesa e la purezza stilistica dell'autrice.

Per “mitologia” intendo il costrutto immaginifico alla base della trama. Originale, poco sfruttato, che rasenta la genialità. E che suscita interrogativi e riflessioni stimolanti, che ti aleggiano in testa anche a libro riposto. Non rivelo niente, vi basti sapere che in qualche modo tocca tutti, e tutti influenza. Tutti noi, intendo. Non solo i personaggi. È estremamente suggestivo e, mentre lo leggi, ti senti sintonizzato con l'universo. Non saprei spiegarlo in altro modo. Ma è una sensazione bellissima e terrificante, che ti fa sentire il vuoto e il pieno dell'esistenza. Di tutte le esistenze. E qualcosa d'altro. Di cosmico. Che sfiori appena, ma che è potente. E che potrebbe avvicinarsi ad un'idea di Dio. Che a tratti sa di epifania, a tratti di apofania. E non so se ciò sia voluto o meno, ma in questo modo il Mistero – cui siamo introdotti gradualmente – risulta più digeribile, a tratti quasi metaforico o metonimico. Come se contenesse molto altro, che intuiamo, ma che non focalizziamo del tutto. Ma che resta lì, insinuandosi tra i nostri pensieri.

E poi, dicevo, c'è lo stile dell'autrice. Di una scorrevolezza acquatica, che senti fluire e risplendere. Come se lo avessi in mano, mentre guizza e scivola via. Eppure capillare, ricco di nozioni (mai di spiegoni). Alchemiche, sì. Ma non più di tanto. Il sottotesto, a mio avviso, è qualche gradino più su, ed è, consapevolmente o meno, soprattutto di matrice filosofica, tanto da cogliere le radici stesse del nostro essere.

Eppure, l'ho detto, l'azione non manca. Esplode nel finale, ma non soltanto. In realtà si inizia in sordina, con un gatto – e già questa, per me, è una piccola delizia – per poi... Oh, altro che esplodere! Capiterà di tutto e assumerà proporzioni sempre maggiori. E gli angeli?

Ci saranno anche quelli. Ma non aggiungo altro, perché sto sorridendo. E quando sorrido sono pericolosa, nel senso che rischio di rivelare troppo. 

Sappiate solo che, una volta finito, non sarete più gli stessi. E, forse, a rileggerlo cambierete ancora.

martedì 27 ottobre 2020

Un pezzetto di anima

FOLLIE DI PENSIERI PELLEGRINI

di Ylenia Lombardo

(su Ig @Ylebooks)

Come dice la stessa Ylenia nella sua bellissima dedica, un libro è un pezzetto di anima. E questa è la sua.

Un'anima molto più complessa di come sono abituata ad intuirla su Instagram.

Non una tenerissima mamma, ma una donna passionale, sensuale, che dentro di sé cela enormi boati e immensi sussurri intrisi di tristezza.

Ci sono ricordi e rimpianti, ma quel che avverto più forte è il Desiderio. 

Di amare ed essere amata, di rincorrere ciò che è stato, e di rinnovare il proprio sentire, pur nella consapevolezza della sua impossibilità, che tuttavia Ylenia riesce ad eternizzare. 

Nel dolore, e nella verità. 

Che diventa illusione, mentre riscatta se stesso attraverso il ricordo di ciò che non è più. Ma che, in parallelo ritorna più vero, più forte, puro come non mai, attraverso la perentorietà ialina dei versi.   

Che sono semplici, immediati, tumultuosi e impavidi, adatti persino a chi mi dice: “io non amo la poesia perché non la capisco”. 

Qui si capisce tutto, non c'è possibilità di fraintendere o di incespicare.

Non c'è possibilità di non amare.

Ylenia ci prende per mano: il fraseggio è semplice, la sintassi chiara e lineare.

Ma il messaggio è intenso, e a volte brucia, altre si scioglie nel disgelo dei sentimenti.

Da leggere lentamente, a voce alta.

E poi da rileggere.

lunedì 26 ottobre 2020

Peggio di George R. R. Martin

IL GIOCATTOLAIO E ALTRI DELIRI

di @gianluca.testaverde

Imprecazione.

Imprecazione...

Imprecazione!

Questa recensione dovrebbe cominciare così. E continuare così, anche. 

Perché, ehi, sono scioccata. 

Fabio @ft.leo.37 mi aveva avvisata: “Mio fratello è sociopatico”. 

E così l'introduzione di Francesco Saverio Tisi. Ancora in questi termini: sociopatia.

Ma non ci credevo mica. Non sul serio. Eppure, vi assicuro, (imprecazione) l'autore lo è. È sociopatico.

E pure depravato.

La sua caratteristica più pregnante, però, è l'imprevedibilità. Peggio di George R. R. Martin (altro sociopatico, peraltro): non sai mai dove voglia andare a parare, fino a che non te lo sbatte in faccia. Sporco. (Non vuoi sapere di che cosa.)

E dunque? Che cosa abbiamo tra le mani?

Una raccolta di racconti, brevi ed esplosivi, con accentuati tratti di genialità, e incredibilmente sorprendenti. 

Appena ti sembra di capire che aria tira, il vento cambia e ti conduce altrove. 

Con lucidità, un certo sarcasmo di fondo, e una durezza niente male, che mi attrae, mi ipnotizza e mi respinge in egual misura.

Lo stile è scarno, del resto, preciso, ma asciutto. Le trame variegate ed originali, cosa non da poco. Non solo. Quando ormai pensi di aver capito, che hai chiaro che ogni cosa che potrà andare male andrà invece da schifo, comprendi che: 1) al contrario, ogni tanto va bene; 2) ci sono diversi gradi di degrado e distruzione; 3) spesso si vira all'improvviso, cambiando completamente rotta.

(Imprecazione.)

E, vi assicuro che, anche se i generi sono i più disparati e benché una struttura di valori sotto sotto si intraveda, scendere così in profondità nel buio disorienta e fa paura. 

Non subito. 

Ma se i racconti si leggono tutti di fila... be'... poi vi serve qualcuno che vi abbracci stretto e vi accarezzi la testa. 

Se mi sono piaciuti?

(Imprecazione.) 

Sì, alla follia.

domenica 25 ottobre 2020

Elettricità sotto la pelle

PER STRADE INCERTE AD INSEGUIRE UN SOGNO

di @sirius_267

Amo la poesia più di ogni cosa e, proprio per questo, mi paralizza.

Ho finito da tempo questo libro, praticamente nel momento stesso in cui è arrivato, ma recensirlo... è difficile per me. Specie quando mi è piaciuto. Perché mi scatena troppe cose, spesso contraddittorie, e per giunta in contemporanea, tanto che non riesco ad enuclearle e a dar loro una dimensione. 

In questo specifico caso, la poesia si sostanzia in elettricità sotto la pelle, ma anche in meditazione e discesa in sé stessi. E' la dolcezza abbandonica del sogno, come pure il dinamismo della carnalità. 

I temi che si affrontano sono molti, adatti a momenti diversi. 

Ed è piacevole leggere come passatempo, quando si è mezzi distratti, per come le parole scivolano in una musicalità confortante, che accompagna senza essere invadente... Ma è gastrico da leggere mentre si è lucidi e concentrati, perché è a quel punto che ti dà veramente qualcosa. Qualcosa che è fuoco e ghiaccio, e che ustiona, ma che soprattutto ti insegna a ritrovare te stesso attraverso le parole di un altro. 

I versi sono essenziali, armoniosi, inquieti. 

Pieni di bianco, che è pagina, ma anche silenzio.

Ma non restano all'esterno, meri spicchi di bellezza. Al contrario. Sono introspettivi, talvolta violenti, ricchi di sostanza.

Tra le varie tematiche, ho particolarmente apprezzato quelle dalla valenza erotica, che sempre confinano con l'amore, ma lo attraversano facendosi corpo con i suoi imperativi.  

Se siete curiosi, andate a leggere sulla pagina di @sirius_267.

Non resterete delusi.

lunedì 12 ottobre 2020

RACCONTINI CARTACEO

IL RITORNO DEI PICCIONI


Il Mio Perfido Marito ce l'ha fatta, ha partorito il mio secondo figlio cartaceo, che già era stato il mio primissimo eBook: i “Raccontini Malati”, per l'occasione riveduti e corretti... Un po'. Ci ho scovato diversi errorini, qualche erroraccio, e una miriade di orrendi puntini di sospensione... E li ho ridotti, aggiornando altresì qualche dettaglio. 

Per il resto, le variazioni sono minime: scritto nel 2010, mi pare, ed editato nel 2011, sempre mi pare, oggi, in aggiunta, il librino si è guadagnato un'introduzione abbastanza noiosa e non necessaria (di cui è colpevole MPM, che l'ha pretesa) e i Contenuti Speciali, peraltro disponibili sul blog sin dall'epoca, tanto che per questa definitiva pubblicazione li ho appena appena limati.

In soldoni, adesso, oltre all'eBook ad € 0,99 (nella sua versione originaria e non modificata), troverete in vendita su Amazon i “Raccontini Malati” in edizione cartacea al prezzo di € 9,90!!! Il volumetto ha 226 pagine, e, rispetto a “Il Sogno di Ecate”, i caratteri sono qualche peluccio più grandi, visto che c'è chi ci ha quasi rimesso la vista!!!

Nei prossimi giorni, se tutto va bene e non vengo tipo colpita da un meteorite di passaggio, vi ammorberò gioiosamente con qualche incipit su Instagram...

Le “Fiabette Sfigate”, invece, sono orientativamente previste per marzo 2021.

Grazie per l'attenzione, baci e ragnosità.

P.S.

Tra qualche giorno sarà possibile effettuare l'acquisto anche su www.inkiostroweb.com, con la possibilità di selezionare la copia con dedica. Ma considerato che faccio dediche pessime e ho una grafia spaventosa, vi conviene evitare!!!

sabato 19 settembre 2020

Una miniera di pietre preziose

 SINFONIE DELL'ATTESA

di Stefania Ughi

(su Ig @Fania4000)



Come si fa a conoscere davvero una persona? 

Si legge quello che scrive, ecco come.

E magari alla fine non si conosce lo stesso davvero, nella sua interezza e variabilità, ma in quel preciso istante fotografato dalle parole, in quello sì. Nel modo più autentico possibile. Perché non ci sono filtri, ma solo essenza.

E in questo caso, per quanto evidentemente doloroso, si tratta di un istante fondamentale, pieno di umanità, di grazia, di eleganza e di bellezza.

Stefania è riuscita a trasporre tutto questo sulla carta. 

L'intento era guarire, affrontare il suo dolore personale, legato ad un momento preciso dell'esistenza, ma quello cui ha dato vita non è un percorso di guarigione, quanto piuttosto un catalizzatore di emozioni. Mentre leggi ti senti sopraffare, più e più volte, e avverti il panteismo, la comunione trascendente col Tutto. E senti la sua anima bellissima, e senti la tua. E l'ineluttabilità, la finitezza dell'essere, ma anche la speranza e la dolcezza, e quindi l'escatologia. 

E non basta soffrire per realizzare un libro così: bisogna saper incanalare la propria sensibilità, e mascherarla per renderla più vera attraverso la finzione. Bisogna saper scrivere, comunicare, trasmettere. E bisogna essere persone stupende, se no vengono fuori solo pianti. 

Qui invece abbiamo una miniera di pietre preziose.

Che ogni volta in cui le riguardo luccicano in modo diverso. 

E ogni sentimento è appena sussurrato e avanza in punta di piedi, fino a che ti pervade completamente e si fa strada in te, senza lasciarti più. Nemmeno dopo che hai finito il libro, l'hai classificato e messo insieme agli altri.

Mi è piaciuto tutto, a partire dalla prefazione di Cristiana Vettori: le poesie come i brani in prosa. Densi di significato, e brevissimi, ad eccezione dell'ultimo. Lungo ma con una sua orchestrata frammentarietà, fatta di lampi cristallizzati. 

E divisi questi scritti sono preziosi e unici, ma insieme diventano di più: un universo che ci dà la vertigine, peggio (o meglio) del sublime kantiano.

Stratosferico.

domenica 13 settembre 2020

Meglio di un Lindor!

 L'AMORE BUGIARDO

di Daniela Palumbo 

(su Ig @D.E.L.A.I.N.A.)



L'ho letto in un fiato. Appena arrivato, senza riuscire a staccarmi. 

E non solo in virtù della sua fantastica brevità.

Ma perché Daniela scrive benissimo, con una fluidità senza paragoni. 

In modo fresco, spontaneo, sincero, sebbene con un bel frasario ricco e saporito. 

Anzi, in un modo che sembra fresco, spontaneo e sincero, perché, di solito, per arrivare ad un tale livello di “scioglievolezza” (meglio di un Lindor!) serve un gran lavoro. Ed è proprio “scioglievolezza”, sì. Perché mentre leggi ti sembra di bere la sua scrittura. E non riesci a scollarti. 

Colloquiale, ma esatta, imperativa, trascinante.

Ti scivola dentro.

E questo anche se... beh, la trama è una mazzata. Non che il titolo promettesse rose e fiori, ma, sul serio, senti il dolore. La rabbia. La frustrazione. E vorresti fare una pausa, ma non puoi. Perché già dopo la prima riga ci sei dentro fino al collo e o lo finisci o lo finisci. Devi sapere, innanzitutto. Vieni arso dal bisogno di capire come potrà proseguire. E poi... E poi, beh... mentre la storia ti strappa la carne dalle ossa, contemporaneamente ti restituisce qualcosa. E vuoi che continui. E non alludo al piano stilistico. È proprio come se un po' la lettura ti guarisse, ma da altre ferite, più profonde, più vecchie, che avevi dimenticato. Catarsi, presumo. O magia, non so.

Però so che mi è piaciuto. 

E stata un po' come una SPA per l'anima, anche se all'inizio mi sembrava di no.

E anche la trama riserva sorprese: la fine non è tragica e nera come temevo.

Al contrario.

Non che sia proprio allegra, però... 

Ci voleva, ecco.


P.S.

1) Daniela sa far piangere, ma anche ridere: in “Tutte le cose che amo di te”, suo precedente romanzo, mi aveva fatta sbellicare. Mi piace che sia così versatile. E ho adorato quel romanzo, nonostante sia un maledetto Romance!!!  

2) Nel volumetto c'è un segnalibro bellissimo! Può non sembrare un dato fondamentale, ma sono stata contenta di trovarlo!