MALEFICENT
di Robert Stromberg
(2014)
Una
rilettura inedita e stimolante della classica fiaba de “La Bella
Addormentata nel Bosco”, con una Angiolina Jolie maestosa e superba
(benché nelle prime scene la sua scheletricità mi urtasse
parecchio), paesaggi stupendi ai confini del sogno, una principessa
Aurora dolcissima e radiosa (come sempre è la deliziosa Elle
Fanning), e tre fatine mirabilmente idiote, di cui, sì, è
divertente burlarsi...
Rispetto
alla versione più nota la prospettiva è completamente ribaltata,
non solo perchè la protagonista è la strega (fata) cattiva, ma
perché non è cattiva per niente!
Malefica,
infatti, lungi dall'essere malvagia, è piuttosto una creatura
tradita e vilipesa, ma ugualmente nobile e fiera, la più potente tra
le fate, che in gioventù ha avuto la sventura di innamorarsi di Re
Stefano (Sharlto Copley), il padre di Aurora, colpevole di averla
ingannata, sfruttata e mutilata... All'epoca, però, non era ancora
Re, solo un ragazzotto plebeo e ambizioso.
La
verità è che, in generale, gli uomini escono malissimo da questa
fiaba così reinterpretata, infingardi e avidi, a partire da lui,
Stefano, che si macchierà di colpe su colpe scatenando la giusta ira
della povera Malefica, di cui non possiamo che sentire la sofferenza,
ma che presto, grazie ad Aurora, ritroverà la compassione e,
finalmente, la felicità (bello il loro rapporto, in bilico fra molti
sentimenti, ma sostanzialmente positivo)...
Per
gli amanti del lungometraggio animato della Disney è un piacere
riempire i buchi narrativi (nonostante qualche svarione) e cogliere
le curiosità e i ribaltamenti di valore, per gli altri è comunque
coinvolgente la trama, a tratti molto forte, straordinariamente
complessa, che spesso sfiora l'epicità, per di più sorretta dalla
notevole fotografia immaginifica e dalle interpretazioni magistrali
dei protagonisti.
Purtroppo
il film non è esente da difetti: qualche incoerenza a livello
narrativo c'è, alcuni passaggi sono un poco lenti, ma non importa,
sono nei trascurabili, specie perchè ci piace come viene ridefinito
il concetto di amore, e, in particolare, il rapporto tra la
Principessa e il Principe Azzurro, che, da Shrek in avanti, si rivela
clamorosamente sempre più inutile (il Filippo delle origini animate
era adorabile)...
A
questo punto, però, chiarito che Malefica è sin dall'inizio una
figura positiva, vulnerabile e coraggiosa, sorge spontanea una
domanda: chi diavolo l'ha chiamata Malefica? E perché? Che senso ha?
Forse i genitori la odiavano?
A
questo proposito avrei apprezzato qualche spiegazione, magari utile a
permettere la coesistenza delle due versioni Disney della stessa
fiaba... Che ne so, qualcosa del tipo: “La bella Addormentata è
quella tramandata dagli uomini, questa è quella delle Fate...”
Amen.
P.S.
Un
cenno a Fosco, il corvo della protagonista, che ho sempre adorato sin
da quando la comunque affascinante Malefica de “l'addormentata”
lo chiamava mio diletto, perché i corvi sono da sempre una delle mie
passioni: da Hugin e Munin, al Matthew di Sandman... Indubbiamente,
dopo le due eroine, il personaggio più bello!


















