Se ti è piaciuto il mio blog


web

mercoledì 5 agosto 2015

La condizione del diverso

FIORI PER ALGERNON
di Daniel Keyes


Algernon è un topo. Una cavia da laboratorio.
Charlie è un uomo ritardato.
Charlie cerca di battere Algernon in intelligenza, cimentandosi nella prova dei labirinti, ma non è facile: le potenzialità del topo sono state triplicate grazie ad un esperimento scientifico.
Cui si sottopone anche Charlie.
E funziona: non solo Charlie riesce a trionfare su Algernon, ma gli si spalancano dinanzi le porte della conoscenza e della comprensione, fino a che, gradualmente, diventa un genio.
Ma i geni sono destinati alla solitudine e, si sa, la felicità non va a braccetto con l'intelligenza: Charlie si rende conto di tante cose, e in particolare di come i compagni di lavoro – faceva l'inserviente – si prendessero gioco di lui quando era ritardato e ora siano terrorizzati dalle sue capacità... O di come Alice, la ragazza con cui ha instaurato una relazione sentimentale, non sia più al suo livello... O di come i due professori che lo hanno reso ciò che è siano, fondamentalmente, limitati, con un sapere settoriale e specifico...
Ma siamo ancora a metà romanzo circa quando Algernon comincia a perdere colpi, a regredire... Che succederà allora a Charlie?

Daniel Keyes, nella vignetta del nostro disegnatore

Una trama geniale, commovente, bellissima; un classico della fantascienza e una riflessione profonda su tanti aspetti dell'umanità, sulla solitudine, sulle applicazioni scientifiche... Ma più di tutto, sulla condizione del diverso. Sui molti modi di esserlo. Sulle reazioni di chi lo circonda e di lui stesso.
Sulla natura dell'uomo.
E il sentimento, già intenso e potente, viene ulteriormente acuito dallo stile di scrittura: in prima persona, da Charlie. Per cui passiamo da pagine estremamente poetiche infarcite di errori e ingenuità (che spesso ci stringono il cuore, perché se Charlie può permettersi il lusso di non capire, noi invece non possiamo evitarlo) a pagine in cui concetti e linguaggio si raffinano, raggiungendo un nuovo doloroso livello di consapevolezza.
Curiosità: ho conosciuto “Fiori per Algernon” grazie al Dylan Dog n. 23 “L'isola misteriosa”, che gli rende un tenero omaggio. Ma ce ne sono tracce anche ne “I Simpson”, ad esempio...

Curiosità II: in origine “Fiori per Algernon” era un racconto... Poi è stato allungato, integrando in particolare il vissuto di Charlie. Io, però, ho letto solo il romanzo... Pare che il racconto sia più incisivo.

Nessun commento:

Posta un commento