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sabato 22 agosto 2015

Zweig fa diventare vera la Storia

MOMENTI FATALI
di Stefan Zweig


Il sottotitolo è “quattordici miniature storiche”, ed infatti l'intento di Zweig è quello di immortalare alcuni momenti storici fondamentali (o “sublimi e indimenticabili”) che hanno determinato grandi cambiamenti nella trama dell'umanità, per cui si spazia dalla conquista di Bisanzio alla morte di Cicerone, dalla gara per la conquista del Polo Sud alla composizione de “La Marsigliese”.
La Storia viene spiegata, ricostruita, reinterpretata, analizzata, dando spazio anche a quelli che sono stati i suoi moti dell'animo, e se pure ci vengono offerti brani romanzati e basati su un preciso punto di vista, spesso volto a “restituire la verità ai posteri” o a “fare giustizia”, non si può negare il fantastico entusiasmo che pervade l'opera e che spesso porta l'autore ad assumere toni lirici o addirittura epici!

Stefan Zweig ritratto dal nostro vignettista

In effetti, in un certo senso, Zweig fa diventare vera la Storia, ricordandoci che i momenti cruciali di essa non sono stati solo un inanellarsi di eventi, ma anche di passioni, di scelte, di bilanciamenti e compromessi... e... sì, a volte di fortuna (o sfortuna).
Se all'inizio, visto lo stile descrittivo e il linguaggio dal gusto retrò, che tende a ribadire e a riprendere più volte gli stessi concetti non senza un certo compiacimento retorico, pur genuino e sincero, può non essere immediato immergersi nella lettura, superate le prime pagine, invece, vi si sprofonda completamente, apprezzandone la ricchezza verbale e la fluidità di fondo, tanto che la fatica, semmai, è uscirne.
I brani, per giunta, hanno il pregio di essere molto vari e talvolta riservano delle sorprese: ad esempio il “Momento Eroico” dedicato a Dostoevskij è redatto in poesia e non in prosa, mentre il brano “La fuga verso Dio” è la versione di Zweig della conclusione del dramma incompiuto di Tolstoj “E la luce splende nelle tenebre”.

Personalmente non sempre condivido la prospettiva dell'autore o i suoi giudizi, più o meno velati, ma il suo trasporto è tale che non posso non esaltarmi anche io, riempiendomi di ammirazione per questo focoso narratore, spesso, peraltro, scoprendo eventi che ho sempre trascurato, se non, addirittura, bellamente ignorato, dal momento che certi attimi, ahimè, hanno in qualche modo la tendenza a finire in secondo piano, inghiottiti da altro.

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