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lunedì 4 agosto 2014

Senza vie di mezzo


SIN CITY
di Robert Rodriguez, Frank Miller, Quentin Tarantino

(2005)
 
 
Tratto dall'omonima serie a fumetti di Frank Miller (che collabora anche alla regia), questo film ne reinterpreta alcuni episodi e lo fa magistralmente, mantenendo intatte, se non enfatizzando, le caratteristiche pregnanti della graphic novel.

Sin City, dunque, città corrotta... Dove quando piove l'acqua viene giù a secchiate, una sberla ti getta tre metri più in là, siamo sempre sull'orlo della morte e/o della follia, la violenza regna sovrana, e ogni parola pronunciata sembra l'ultima. Ricercata, sottolineata, pesante, carica di lacrime non versate, atmosfera ed effetto.

Gli uomini sono mostri o (anti)eroi, le ragazze estremamente sexy e bellissime.

Un fumettone, si potrebbe dire, e magari sì, grottesco, ma volutamente e con arte. La fotografia è superlativa, nitida, abbagliante, e gioca con le silhouette, con ombre e luci, col bianco e il nero, col rosso del sangue e le labbra di donna (e con il giallo... e il giallo è il peggiore!).

Si diverte a pompare i canoni del genere noir, talvolta in modo prevedibile e truce, ma spesso prendendosi in giro, ridendo di sé, o virando con gioia sull'horror.

Ci sono tre episodi che si intrecciano (il secondo è quello che preferisco), con un montaggio pulito e accattivante, in cui i protagonisti dell'uno si affacciano sugli altri e ci strizzano l'occhio. Alcuni sono davvero interessanti: tra i cattivi spicca Kevin (Elijah Wood), il più atroce, il più inquietante, maledetto cannibale muto, tra le donne Myo, letale e silenziosa, e poi Gail (Rosario Dawson), la regina delle prostitute, dalla bellezza selvaggia e prorompente... Mentre per quanto riguarda gli antieroi: be', Marv (un perfetto Mickey Rourke) è romantico e tragico, sotto molti profili; Dwight (Clive Owen) ti seduce con quell'aria dannata e triste; Hartigan (Bruce Willis) è tremendamente dolce e sfortunato e ti spacca il cuore.

Non si somigliano tra loro, ma ognuno ci conquista, ci parla, e si porta via un pezzo del nostro cuore (con le vene ancora attaccate e pulsanti).

Un film senza vie di mezzo, in cui ogni cosa è o tutto o niente, i maniaci e gli omicidi sono all'ordine del giorno e la vendetta è squisita, anche senza urla.

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