Se ti è piaciuto il mio blog


web

venerdì 26 settembre 2014

Una Londra allo sfascio


28 GIORNI DOPO
di Danny Boyle

(2002)
 
 
Senza dubbio, uno dei miei horror preferiti, uno dei pochi che amo vedere e rivedere, e che sempre riescono a terrorizzarmi, ma anche (inconsueto per un horror) emozionarmi e farmi riflettere!

Ci sono gli zombie, ma non i placidi morti viventi romeriani, questi sono rapidi, fortissimi e pieni di rabbia (letteralmente, nel senso della malattia: sono stati, infatti, creati in laboratorio, frutto di un esperimento finito male, elaborando un virus che, se non ricordo male, ha a che fare proprio con la rabbia), e poi c'è un ragazzo, Jim (il bel Cillian Murphy), che finisce in coma andando in bicicletta e si risveglia in una Londra allo sfascio (un po' come capita a Milla Jovovich/Alice in Resident Evil 2; Rick di “The Walking Dead”, invece, è venuto dopo – beh, anche Resident Evil 2, ma la Milla si ritrovava in ospedale già alla fine del primo film), in apparenza vuota (e forse fa più paura così che infestata), ma in realtà, fin troppo brulicante... solo, non di vita.

Di questo film ho amato quasi tutto: i personaggi, l'azione, l'adrenalina, lo splatter, la paura (tanta), le peripezie dei protagonisti, la reinterpretazione zombesca, ma anche il ritmo, la colonna sonora, la (angosciante) rappresentazione dei militari, ma soprattutto il senso di speranza che ci pervade alla fine...

Certo, se poi si guardano i seguiti, pure questa è destinata ad abbandonarci, ma, anche se il secondo film, in particolare, non è malaccio, il primo resta il più bello. E l'unico che io voglia davvero ricordare.

E' raro che in un horror non bramiamo la morte dei protagonisti, qui, invece, ci affezioniamo e non solo a loro, ma anche a ciò che rappresentano, a quel senso di gruppo, di famiglia, che riescono a comunicarci anche in mezzo alla morte, al sangue, alla perdita del nostro passato e dei nostri legami (è triste e terribile scoprire che i nostri genitori, i nostri amici non ci sono più... che non c'è più nessuno di quelli che conoscevamo).

Personalmente ho adorato Jim/Cillian Murphy, così dolce e sensibile, ma anche pieno di insospettate risorse, ma mi sono piaciuti anche tutti gli altri, e sono rimasta incantata dalla perfezione dei lineamenti di Naomie Harris (una delle attrici più belle che abbia mai visto).

A parte ciò, e a parte l'intrattenimento, vengono toccati anche importanti problemi di natura sociale, ad esempio ci poniamo interrogativi sulla natura umana, sulla sua propensione (naturale o indotta?) alla violenza... e sul perché spesso e gratuitamente la corteggiamo (perché diavolo nell'incipit vengono mostrate scene di violenza alle scimmie-cavie?), per tacere, appunto, di come si siano ridotti i militari, che noi ci illudevamo essere la nostra ancora di salvezza, e che invece sono peggio degli zombi, perché, in teoria, non sono malati...

Insomma, un horror terrorizzante, un buon film d'azione, ma anche una pellicola che ha qualcosa da dire....

Nessun commento:

Posta un commento