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giovedì 18 ottobre 2018

Attraverso una boccia di vetro

LA QUINTA ONDA – IL MARE INFINITO
di Rick Yancey


Secondo tomo della trilogia, decisamente meno interessante del primo. 
Passata la novità, minore l'approfondimento dei personaggi – nonostante si aggiungano altre soggettive, e in particolare quella di Ringer – il volume si fa ripetitivo e noioso, senza mordente, percorso dalla volontà di trascinarsi per inerzia. Nemmeno i momenti drammatici disseminati lungo il percorso aiutano a ridestare l'interesse sopito, tanto meno i perfidi alieni. E si avvertono impietosamente tutti i limiti della letteratura Young Adult, specie se, come me, non si è più Young.
Lo so, i secondi volumi spesso sono quelli di passaggio, la cui funzione è soprattutto preparare la scena per quella che sarà la conclusione. E non posso affermare che non accada nulla, può darsi, quindi, che la faccenda nell'ultimo volume si risollevi. Vi saprò dire. Ma il punto è che non ho tutta sta voglia di leggere la fine.
Lo stile è scorrevole, seppur meno ironico, ma ho faticato a finire questo romanzo, che, devo dirlo, un po' mi ha sfiancata. È che l'impressione generale, tra una paturnia e una riflessione, tra un'ipotesi e una congettura, è che non succeda niente. Ma non è così, lo ribadisco. 
Seguiamo il flusso di coscienza dei protagonisti, e l'azione non manca, per quanto abbia uno spazio minore che nel primo tomo, ma il punto è che non ci importa veramente di nessuno, per cui, anche se i nostri sono in pericolo o dovremmo temere per la loro vita, ci sentiamo, in generale, abbastanza indifferenti al loro destino. Come se, anziché partecipare delle loro emozioni, li guardassimo attraverso una boccia di vetro. Le varie voci, poi, ci sembrano indistinte, tutte uguali. Quasi che a caratterizzarle fossero solo fattori esterni e casuali e non connotazioni precise.
E, in ultimo, ci voleva tanto ad individuare il narratore già ad inizio capitolo? Anche solo spendendone il nome, al posto del titolo? 
Non si arriva a fare confusione, ma un po' questo sistema fa perdere dettagli.
Nemmeno il titolo mi piace.
Ci aggiorneremo con “L'ultima Stella”. 
Ma non a breve.

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