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martedì 19 novembre 2013

Però...


STORIA DELLE TERRE E DEI LUOGHI LEGGENDARI
di Umberto Eco

 
Per molti versi è stata una delusione.

Lo ammetto la colpa è mia: il titolo è chiaro, ma io, chissà perché (ho il sospetto di essere stata sviata da qualche recensione letta ignoro dove), ero convinta che si riferisse a siti romanzeschi, quali, ad esempio, la Terra di Mezzo, L'isola che non c'è, Oz e l'Inferno Dantesco... Invece no, questi spazi vengono a mala pena citati en passant nel capitolo conclusivo: il volume è incentrato sulle terre leggendarie, ossia quelle faccende trite e ritrite di Avalon, il regno del Prete Gianni, Agarthi... Uffa!!!

Capisco che magari non sia troppo comune masticare detti argomenti, ma per chi, come me, è appassionato di Dizionari Fantastici ed Enciclopedie del Mistero, o anche solo abbia confidenza con i romanzi di Eco (ad esempio “Baudolino”) sono questioni già note e stra-approfondite. La summa dei luoghi romanzeschi, invece, no, sarebbe stata una novità, soprattutto in una veste così completa, erudita e raffinata... Sob!

Si badi, l'opera di per sé è pregevole e mantiene intatte le caratteristiche di “Storia della bellezza”, “Storia della bruttezza” e de “La vertigine della lista”, i tre saggi similari (dal punto di vista editoriale), sempre di Eco, pubblicati negli anni passati. Una confezione elegante, supportata da immagini ricercate e suggestive, testi lineari, ma pregni di contenuto, arricchiti dalla riproduzione per esteso dei brani più salienti fra quelli citati. Stupenda. Inoltre delinea un percorso esplorativo/conoscitivo da cui è possibile trarre qualcosa in più della mera elencazione nozionistica e conduce ad una serie di riflessioni sulla natura dell'uomo, sui suoi desideri e sul succedersi delle epoche. Sono quindi contenta di averla comprata. Però...

Però è così incantevole la copertina che alla fine, anche a livello di immagini, ho storto un po' il naso... Lo so, come critica è sterile: non credo si sarebbe potuto inserire nulla di troppo diverso, attesi gli argomenti. Tuttavia, ecco... Eco si legge sempre volentieri, ma spero dedichi il prossimo saggio a qualcosa di più innovativo e meno inflazionato...

Tristezza.

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