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mercoledì 18 settembre 2013

La trama è un gioiello


7 PSICOPATICI

(2012)


Una storia che si compie mentre ci viene raccontata e che ne comprende altre, che si arricchiscono a vicenda, creando nuovi sviluppi narrativi. Geniali, spiazzanti, divertenti. Con un sacco di morti (di alcuni dei quali avrei davvero fatto a meno, ma amen, erano belli), senza pietà, molta ironia, molta violenza, umorismo, il senso del racconto, e una discreta dose di sangue.

Veniamo lasciati a bocca aperta sin dalla prima scena: coinvolti con un bel dialogo alla Tarantino ci convinciamo di essere al cospetto dei nostri protagonisti, o almeno di due personaggi chiave. Errore. Il personaggio chiave sopraggiunge cinque minuti dopo. E noi rimaniamo fulminati.

La verità è che la trama è un gioiello, ma anche i protagonisti sono magnifici. E sono davvero psicopatici, senza rimedio, ma ciascuno con una sfumatura diversa: Woody Harrelson allegro e gigione, Sam Rockwell a metà tra un bimbo e il vero autore della commedia nera che stiamo vivendo, Christopher Walken con una stanca poeticità rassegnata e imperscrutabile, che induce alla tenerezza, E Tom Waits, che... Beh, lui è un tantino sconclusionato, ma ha dei conigli e una storia di amore e di vendetta alle spalle (ma soprattutto dei conigli), quindi dobbiamo amarlo per forza.

C'è anche Colin Farrell, con la sua perenne aria stropicciata da neo vittima di stupro, che qui, nel ruolo dello scrittore, contrariamente al consueto non mi dispiace e si cala perfettamente nel personaggio. Infatti sembra non capire niente, ma si dimostra sensibile e tenerello, e tanto basta.

Il motore della storia, se vogliamo (niente male neanche questo), è il finto rapimento di un cane, che ci porterà sempre più allegramente a discendere nella follia (ma con qualche parentesi in mezzo. Alcune di “follia parallela”, altre di “vita”. Regaliamo un fiore virtuale alla signora Myra, la moglie di Hans).

Alcune immagini sono visivamente folgoranti, molto suggestive, dialoghi ottimi, spettacolare la resa dei conti finale. Diciamo, entrambe. Sia quella immaginaria al cimitero, che quella “reale” nel deserto.

Un film davvero entusiasmante!

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