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martedì 15 luglio 2014

Cambiare il futuro...


22/11/'63
di Stephen King
 
 
Il riferimento è alla data in cui è stato ucciso Kennedy. Fatto gravissimo, naturalmente, e che ha innescato un sacco di conseguenze negative, inclusa la guerra in Vietnam.

Ma... e se si potesse scongiurare? Se si potesse evitare l'omicidio con tutto quel che ne è seguito? Quali sarebbero le implicazioni?

Forse possiamo scoprirlo, perché c'è una porta che consente di tornare indietro nel tempo (al 9 settembre del 1958) e di cambiare il futuro... O almeno uno di questi. Il passato, però, impariamo presto, non gradisce subire variazioni...

Tra i romanzi recenti di zio Steve, “22/11/'63” è uno dei più belli. Per chi conosce la sua opera omnia niente di originalissimo o eccezionale di per sé, ma senz'altro è assai ben costruito, complesso e profondo al punto giusto, con dei personaggi psicologicamente sfaccettati e umani, e una trama appassionante, di stampo fantastico, ma che pure ha un sapore autentico, vero, che ci sembra di sentire con tutti e cinque i cinque sensi, ulteriormente impreziosita dalle numerose digressioni, le quali, però, lungi dall'essere percepite come tali, contribuiscono a creare l'atmosfera, le premesse narrative, i protagonisti, arricchendo anziché divagando e rendendo il romanzo più plausibile e coerente...

E ci piace l'idea di base, con le sue potenzialità, ci piace la missione che ci siamo prefissi e i fini che la sorreggono, e ancora di più apprezziamo Jake Epping, il protagonista, la ricostruzione che King fa degli anni sessanta (accuratissima), mentre torna al tema, caro allo scrittore, della violenza sulle donne...

Per tacere di quanto è inquietante l'Uomo con la Tessera Gialla, seppure tendiamo a dimenticarlo, perché altri sono i pericoli in agguato. E molti.

O così ci sembra, finché, dopo tanti sforzi, dopo aver ricominciato più volte la missione, finalmente arriviamo al dunque...

Tra i due filoni, quello realistico e quello fantascientifico, io ho preferito il secondo, ma devo ammettere che il primo vanta una ricostruzione storica magistrale, ed è supportato da dettagli efficacissimi.

Nonostante la lunghezza il romanzo avvince da subito e non ha cadute di ritmo, regalandoci invece molte parentesi incantevoli. Tra cui una specialissima per i fan nostalgici, quando torniamo a Derry, mentre It imperversa, e ritroviamo Beverly Marsh e Richie Tozier ancora ragazzini...

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