Se ti è piaciuto il mio blog


web

venerdì 5 aprile 2013

Racconti Malati - Il Making Of


RACCONTINI MALATI
di Otta Torielli

retroscena buffosi (e non)


E siccome siamo persone ordinate, procediamo con ordine:

La copertina: La foto è del mio Perfido Marito, che da sempre si diletta con gli scatti artistici (mai a me, però!). Ha anche un sito su Pinterest, se qualcuno volesse sbirciare… (Però, mio vomitino di fata, se vuoi lo aggiungi tu il link perché io non sono capace!!!). Invero, in origine, avevo provveduto a disegnarla io a mano, con soggetti diversi e molti, ultra colorati, in dieci variant. Il mio malvagio editore-marito, però, ha detto che non andava per niente bene perché era sviante: pareva suggerire si trattasse di un libro per bambini… Così bocciolla. E io rimasi così, come l'aratro in mezzo alla maggese (Sì, sto parafrasando Giovanni Pascoli, che poveretto, non credo ne sia proprio orgoglioso)...


L’Ascensore: E' possibile leggerlo gratuitamente su Amazon. Sinceramente è uno dei racconti che mi entusiasma meno, ma a tanti umani piace e io ringrazio. Come in molti casi, l’ispirazione mi è giunta da un sogno (e un po' dalla mia avversione non patologica per gli ascensori)… La gente non si stupisce quando rivelo che soffro di insonnia!

Terapia: Altro incubo, ma decisamente peggiore e più ansiogeno del precedente. Anche questo racconto si può leggere gratuitamente su Amazon… Per quanto riguarda la bidella l’ho immaginata come un incrocio tra Patti Smith e la proprietaria del mio bar preferito (che è tuttora ignara).
 
Errore di Sistema: Di nuovo l'inizio di un sogno… Curiosamente, però, non l'ho trovato spaventoso, solo surreale. Però al mattino ho dovuto controllare “che fosse tutto a posto”.
 
Il Garzone: La panetteria è realmente esistente, i personaggi no…
 
Psicotecnica: Mi piace troppo la parola: per il suono, per il suo intrinseco potere evocativo, per il mistero che racchiude... Mi fa pensare a cose terrorizzanti e incomprensibili e tenebrose... Poi ne ho scoperto il significato.    
 
Quello Scintillio negli Occhi: Genesi sconosciuta: mi sono messa davanti al pc ed è venuto fuori. A volte capita.

La Realtà: Semplicemente una riflessione su quell'episodio di cronaca dei ragazzi che gettavano sassi dai cavalcavia... 
 
Stupidi Mostri: Il mio racconto preferito (tra i miei). Buttato giù al buio durante un viaggio in treno a Genova (lo scompartimento era senza luce e io sono troppo pigra per spostarmi, una volta seduta, e poi il buio mi piace). Il bambino sono io e un po' il Ragno, sebbene nessuno dei due abbia sindromi. Per ora.
 
Scrupoli: A fare la pendolare succedono strane cose...
 
Il Coniglietto: E’ ispirato a fatti realmente accaduti, ed anzi, non ho inventato granché… Al posto delle due bimbe protagoniste c’eravamo io, mia sorella Chiccachu e mio fratello Androide (il Ragno non era ancora nato)… Davvero, uno dei traumi della mia infanzia (Androide e Chiccachu, poveri cicci, ne hanno avuti di peggiori, essendo io la sorella maggiore)!
 
Gelosia: L'incipit è semi-autentico, la fine no (la katana, però, ce l'ho davvero)… Il mio Perfido Marito a volte è geloso, ma in modo bizzarro e dei soggetti più strampalati. Del resto le persone normali non mi attraggono, mon amour lo sa. (Ma questo, Giesù! Questo!) (Warning: “Giesù” non è – come qualcuno ha pensato – un errore dovuto al fatto che ho saltato il catechismo e le elementari: è una citazione da “Preacher”)     
 
La Fragilità del Punto di Vista: Trattasi del soggetto per la sceneggiatura di un film, ma alla fine, sob!, il progetto è naufragato e l’ho riadattato a raccontino… Peccato! Ma non sono ancora morta! In futuro... chissà!
 
Sbarcare il Lunario: La scena d'apertura mi è stata suggerita da mio cugino (perfido anche lui), che immaginava me nei panni della ragazza (soprattutto la parte in cui sputazza, che carino!), mentre il protagonista (che poi è la ragazza) è un mio inconsapevole amico...

C’è pure un rimando a Stupidi Mostri. Non esplicito-esplicito, ma neanche troppo velato: dovrebbe aiutare ad interpretare il racconto del bambino secondo la mia volontà.
 
Metafora: Io amo gli insetti! Specie i coleotteri! Specie i coleotteri dinastini! Sono i più amorosi dell'Universo!
 
Incidenti Domestici: Di nuovo l’incipit è attinto dalla mia vita coniugale… A poco a poco è degenerato.
 
La Lotteria: No, come ha notato qualcuno, nessun riferimento a Shirley Jackson (che pure adoro)… Non so come mi sia venuta 'sta storiella: si è scritta da sola!
 
Una Piccola Cosa: Ossia un tentativo di esprimere il mio disgusto verso i piccioni ('cchifo-blé degli 'cchifo-blé!), e di mettere al contempo in guardia l'umanità da queste bestiole squallide e grame... In principio aveva un finale diverso – che non ricordo benissimo – ma il Perfido marito me lo aveva fatto cambiare... Ha fatto bene.
 
Inchiesta sul Diluvio Universale: Questo racconto non piace a nessuno, e tanti mi hanno invitato a rimuoverlo (benché ci sia chi sostiene che si salvi con il colpo di scena finale)… Troppo didascalico (a voler essere gentili). Lo so. Ma essendo uno dei miei prediletti decido molto democraticamente che è da ciucciare lo stesso. Gné gné.

Omaggio a Neil Gaiman e ad Alan Moore.

E a me . Chi ha letto “Il Demiurgo” sa perché.
 
Il Koala sulla Schiena: L’ho scritto in estate, quando ho dovuto saltare le ferie (sarebbe accaduto anche nelle due estati seguenti. Olé!). Ero un po’ istericuccia, in quel periodo… Nessun riferimento voluto a Burroughs e al suo gustosissimo romanzo “la scimmia sulla schiena” (benché nulla rispetto a “Il Pasto Nudo”, meno biografico e più delirante...): all'epoca non l'avevo ancora letto.
 
La Bambola Voodoo: Ovvero il motivo per cui, benché mi diletti di esoterismo e altre oscure amenità, non abbia mai praticato riti vari. E poi, certo, perché sono buona.

No, non è vero: ad essere sincera l'ispirazione è giunta grazie al Ragno e a mio cugino, spesso alleati nel crimine: un bel giorno mi hanno presentato un grosso pacco da scartare. Wow, ho detto, un regalo! Per me! Che ignara! Bisogna temere i demoni, anche quando portano i doni! Dentro c'era un biglietto: “Ti abbiamo fatto la fattura”. Fattura??? Mu? Sotto, sorridente e un po' timida, giaceva una bambolina Voodoo con dei miei capelli avvolti intorno e tanti allegri spilli a trafiggerla. C'è l'ho ancora: la tengo con i miei figli peluches.
 
Vendetta: Altro incubo, altro regalo (poi il perfido marito si lamenta se mentre dormo lo abbraccio con delle mosse da wrestler). La disposizione delle stanze ricorda proprio quella di casa dei miei, e il fratellino è ovviamente il Ragno. Mentre scrivevo temevo che il cuore mi si spaccasse.
 
Fiabe, Scommesse e Omicidi: Scritto con il Ragno, per la scuola, quando era più picculo. Il compito si intitolava: “Fare un'insalata di fiabe”... Credo di averlo già precisato nei ringraziamenti, ma di norma non li legge nessuno, e comunque stava bene anche qui.
 
Cattività: Uno dei miei preferiti. L’ispirazione mi è venuta dalla lettura de “Il libro dei Sauri”, in cui si spiega come allevarne uno a casa, nel terrario. Erano talmente tanti i rischi di provocare accidentalmente il decesso della bestiola che ho rinunciato. E poi al perfido marito i rettilini amorosi non piacciono. Cattivo!

Nessun commento:

Posta un commento