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venerdì 5 aprile 2013

Raccontini Malati


RACCONTINI MALATI
di Otta Torielli
Otta Torielli sono io.
– In questo modo si scopre anche la mia identità segreta, ma pazienza: tanto l'idea è quella di non commettere reati… –
Ieri il mio Perfido Marito – che è anche il mio Perfido Editore indipendente – ha linkato la mia prima raccolta di racconti (“Raccontini Malati”, pubblicata nel giugno 2011 su Amazon, in versione Kindle…). Se cliccate su “QUI” (non questo “Qui”, quello sopra la copertina) potete sbirciare la sinossi redatta dal mio dolce consorte e le recensioni delle meravigliose e adorabili persone che si sono disturbate a dare la loro opinione (alcune sono davvero belle! Grazie!!! :) :) :)) .


Bop, approfitto della circostanza per rivelare qualche retroscena buffoso e per aggiungere un inedito che mon amour ha preteso scartassi dall’edizione ufficiale sostenendo che sembra un mix tra il film “Changeling” (che mi è piaciuto molto, ma che non c’entra un tuberello) e Stewie Griffin (che ammetto essere il mio Griffin preferito, ma se mi sono ispirata a lui non è stato intenzionalmente). In effetti qualche eco c'è, mio malgrado, in più il finale è un po’ debole, indi ho accettato le imposizioni del mio diletto…
Invero, come ho spiegato a lui, la mia Musa è stata il Ragno, ovvero mio fratello minore. Assai minore, se si considera che ha 17 anni meno di me, e assai malvagio, atteso che in confronto il Perfido Marito non è nemmeno perfido.

Orbene! Un dì, il piccolo mostro aveva suppergiù 3-4 anni, eravamo insieme all’Ipercoop di Savona, con Mater, Pater e Chicchachu, la nostra sorellina “media” (3 anni meno di me, 14 più di lui), impegnati a far la spesa.
Come impone la mia natura individualista, io ho mollato quasi subito la Family per andare a trafficare nel reparto libri, speranzosa di imboscarne qualcuno sul carrello e imporlo ai miei come tassa per la mia adorabile presenza. Ero dunque dedita alla nobile arte del curiosare quando l’altoparlante (che risuonava opportunamente in tutto il supermercato) ha cominciato a declamare: “La signora Otta è pregata di recarsi al punto d’ascolto, dove la attende il fratellino smarrito; La signora Otta è pregata di recarsi al punto d’ascolto, dove la attende il fratellino smarrito”, avendo cura di ripeterlo un paio di volte, con voce ben chiara e una malcelata nota di rimprovero, che forse era solo nella mia testa (mi sentivo una sorella snaturata e malvagia), forse no.
Ovviamente io sono diventata color peperone, ho iniziato a maledire i miei scriteriati genitori, e sono andata a recuperare il Ragnetto, temendo, al contempo, che fosse accaduto chissà che… Perché diavolo il bamboccino chiamava me e non Pater e Mater, tanto per cominciare? Erano forse fuggiti? Ci avevano abbandonati? O erano stati rinchiusi in qualche frigo del reparto alimentare, per sfamare dei cannibali? Il Ragno era spaventato?
All’ultimo quesito ho trovato immediatamente risposta, dato che il demone in miniatura aveva le lacrime agli occhi.
Lacrime dal ridere…
Poco più in là, subdolamente appostata dietro ad uno scaffale, c’era Chiccachu, la ria ideatrice del piano, preda della più sfrenata ilarità.
Neanche a dirlo, imparato il giochino e solleticato il suo sadismo, il Ragno ha ripetuto lo scherzo ogni qualvolta, nei successivi quattro-cinque anni, siamo capitati all'Ipercoop insieme. W!!!
Fortunatamente, una volta compiuti otto anni, le signorine del Punto d'Ascolto gli hanno fatto presente che ormai era troppo vecchio per perdersi, così la mia persecuzione è finita. Questa, almeno.
Comunque... Il racconto si intitola: Offerta Speciale. La protagonista è una persona orribile, lo so. Ma un po' mi ricorda me. Sigh!
Ai retroscena buffosi, invece, dedico un Post ad hoc (il mio perfido marito si lamenta se i Post sono troppo lunghi... e quello sarà un po' lunghetto già da solo).

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