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lunedì 26 agosto 2013

Centra il bersaglio...


BLACK MIRROR

 
Che succede quando il progresso avanza e l'uso della tecnologia si distorce, sino a degenerare? Ce lo illustra questa serie Tv inglese, intelligente, alienante e feroce, con altissime punte di genio, consistente, per ora, in due stagioni di soli tre episodi ciascuna.

Ma si tratta di capitoli indipendenti, a sé stanti, che possono essere visti come minifilm da un'ora circa.

Il primo episodio, “Messaggio al Primo Ministro”, è micidiale: un terrorista mediatico rapisce la bellissima, amatissima (e immaginaria) principessa britannica: o il Primo Ministro si accoppia con un maiale in diretta Tv, o lui la uccide. Le decisioni vengono prese a suon di sondaggi... La visione ti smembra, un po' ti diverte, ti fa indignare ed inorridire. Soprattutto ti aiuta a riflettere, ma alla fine non offre soluzioni, solo una dimostrazione che ti lascia attonito, con la mascella per terra. Disarmante.

Il secondo, “15 milioni di celebrità”, è più lento, meno brutale, più romantico. Ma non per questo meno aberrante. A furia di pedalare su una cyclette puoi comprare gadget per il tuo personaggio virtuale: questo ha da offrirti la vita (e sei ancora fortunato, perché se non pedali a dovere vieni retrocesso)... Oppure, se accumuli abbastanza punti, ti guadagni il diritto di coronare il tuo sogno (o quello di chi ami) e partecipare ad un Talent show... Ma non è il più bravo ad essere premiato, e il premio può non essere proprio quello che credi...

Nel terzo, “Ricordi Pericolosi”, i ricordi possono essere registrati e rivisti a piacere, al costo di un caffè al giorno... E nel riguardarli si possono ingrandire i dettagli, ascoltare i dialoghi sullo sfondo, o nella stanza accanto... E scoprire cose che è meglio ignorare... Allucinante e desolante al massimo, ti lascia davvero l'amaro in bocca ed un senso di solitudine pazzesca, inconsolabile.

La seconda stagione conserva intatte le caratteristiche della prima, rinnovandole senza ripetersi: “Torna da me” è l'episodio che mi è piaciuto meno, troppo straziante (e un po' lento), in cui una donna perde il compagno e lo rimpiazza con un clone, ma “Orso Bianco” è un capolavoro (ma bisogna arrivare alla fine, per capirlo, benché io mi sia gustata ogni truce, abominevole dettaglio), mentre “Vota Waldo!”, in cui un comico virtuale vince le elezioni (ops!), è così attuale (e preoccupante) da far paura. Fanno quasi tutti paura, invero, questi episodi, perché toccano corde profonde, dolenti, attingendo alla fantasia di realtà distopiche, ma non così lontane, che ci ammoniscono, mostrandoci che cosa si nasconde al di là dello specchio... Perché la verità è che se continuiamo su questa china finiremo per scivolarci dentro anche noi, nello specchio, e ogni giorno facciamo un passo in più in questa direzione...

Una serie critica, grottesca, senza troppe sfumature (e qualche caduta di tono ogni tot), ma che sicuramente centra il bersaglio... E ci annichilisce.

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