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domenica 16 marzo 2014

Atmosfera straniante


LA CASA DEGLI INVASATI
di Shirley Jackson

Capolavoro della letteratura horror, romanzo elegante, divinamente scritto, dalla pregevole introspezione psicologica e dalla suggestiva atmosfera straniante.
Classica storia di fantasmi, con tanto di casa infestata dalla fama lugubre, Hill House, in cui vengono radunati sensitivi ed ESP. Eppure diversa da tutto, innovativa e lirica.
Tra i personaggi spiccano quelli femminili: Eleonor, mite e introversa, dalla triste ma non interessante storia personale, che sceglie di reinventarsi ricorrendo alla menzogna, e Theodora, più libera, indipendente e trasgressiva.
E mentre Hill House a poco a poco si rivela per quella che è, tra poltergeist e scritte sul muro, Eleanor scopre l'amicizia, la felicità e poi la gelosia, diventando il fulcro dei fenomeni paranormali, sempre più intensi.
In realtà non accade nulla di davvero eclatante (non ci sono omicidi, né violenza, né sangue che sprizza), ma l'orrore si insinua subdolo, inconsistente, mentre ci incanta, inquinando l'aria, seminando malessere, alimentando fobie, portando tutti – lettore compreso – all'esasperazione, sino a che...
Eleonor, la povera, dolcissima Eleanor, impazzisce.
L'autrice ricorre magistralmente agli stilemi del gotico (non facendoci mancare nulla, pur evitando di esagerare), ma senza ridurli a fine. Piuttosto questi divengono il mezzo per narrare qualcosa di più profondo, di più alto, che non si limiterà a farci venire la pelle d'oca, ma che ci ingoierà all'improvviso, per squassarci, per contorcerci, portandoci a riflettere sui rapporti fra le persone e sulla sofferenza dell'individuo. Gli elementi soprannaturali saranno infatti inscindibili dal carattere di Eleanor, e le sue fragilità diverranno le nostre, in una fusione poetica e dolente, restituendoci al mondo meno innocenti e più consapevoli.
La fine è stupenda, romantica e non del tutto definita: concede la possibilità di rileggere l'intera trama in un'ottica diversa, al contempo più tragica e più razionale.
Un romanzo stupendo che esprime una sensibilità toccante e che soprattutto è il muto canto della solitudine.

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