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sabato 5 aprile 2014

Sfuggente


TIM BURTON

 
Non sono tanti i registi che considero: in ambito cinematografico, al contrario che in quello letterario, ho l'abitudine di affezionarmi più al prodotto che al suo creatore... Ma Tim Burton... Tim Burton è mio, nel senso che in lui ritrovo un po' di me, e dato che sono narcisista... I love you, Tim!

Di questo vecchio ragazzo apprezzo soprattutto la realtà che descrive: malinconica, un po' tetra (ma in modo carino, gorgogliante, garbato) fiabesca e bizzarra. E suoi personaggi: schivi, sul tristino andante, spesso squisitamente ai margini della società, con una propensione per la solitudine e magari una nota di follia. Sono struggenti e ti spaccano il cuore dalla tenerezza! E poi l'immaginazione: Burton ne ha tanta, sofisticata, visionaria... A volte troppa, nel senso che tende ad ingarbugliarsi su se stessa e perdersi fra i colori, le immagini, i meandri della suggestione... Ma quando Tim riesce a metterle le briglie e direzionarla secondo il suo volere, allora è un'esplosione che arriva fino al cielo!

Il suo universo è personalissimo e coerente, sensibile e introverso. Sfuggente. Talvolta corteggia la morte, ma è sempre permeato di un'umanità profonda e piena di calore. Non importa se i protagonisti sono mostri, o diversi, o fuori casta: in fin dei conti, chi non lo è? E spesso trova posto anche l'ironia...

Concretizzando, tra i suoi film ho adorato in particolare “Beetlejuice – Spiritello Porcello” (1988), “Mars Attacks!” (1996), “Frankenweenie” (2012), (di cui in giro per il blog si trovano le recensioni, e all'uopo basta consultare i tags qui sotto o provare la nuova funzione che il Mio Perfido Marito ha collocato nella colonna di destra: “cerca nel blog”) e “Il mistero di Sleepy Hollow” (1999). Però, nella sua filmografia, non ce n'è uno solo che non mi sia piaciuto, nemmeno il criticatissimo “Alice in Wonderland” che, d'accordo, è un po' lento e inconsistente, un po' vacillante a livello di contenuti, ma così ricco di poesia e di strizzate d'occhio psichedeliche che... amen!

Da “La sposa cadavere” e “Big Fish – Le storie di una vita incredibile”, invero, mi aspettavo qualcosa di più, ma non ci si può comunque lamentare... E i disegni del cartone animato sono stupendi!

In ultimo, mi sento vagamente in colpa a menzionare appena “Sweeny Todd”, “Ed Wood”, Edward mani di forbice” (che ha consacrato uno degli attori-feticcio del regista: l'istrionico e versatile Johnny Depp) e i suoi due “Batman”, tuttavia preferisco soffermarmi su una delle amenità che di Burton amo di più: non un film, ma un libro, il misconosciuto e stradelizioso: “Morte malinconica di un bambino ostrica e altre storie”, che raccoglie 23 poesie “filastroccose” di natura bislacca, perle malate e fantastiche (per menticelle ancor più malatine), che narrano di piccoli emarginati e situazioni strambe (“La Bambina che si tramutò in un letto”, “La Bambina dai molti occhi”, “Persico, il Bambino Tossico”), illustrate con disegni dello stesso Tim, ancora più belle, disperate e grottesche!

L'ho già detto I love you, Tim?

 

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