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martedì 27 maggio 2014

Tanta umanità


LA FIGLIA DELLA FORTUNA
di Isabel Allende
 
 
Vagamente collegato con “La Casa degli Spiriti” e, un po' di più, con “Ritratto in seppia”, può essere tuttavia letto indipendentemente da essi: i riferimenti, infatti, sono un mero valore aggiunto per i nostalgici, che li apprezzeranno e si esalteranno, ma non pregiudicheranno in alcun modo la lettura agli altri.

Il romanzo narra le avventure di Eliza Sommers, fanciulla cilena allevata a Valparaiso da tre fratelli inglesi, e come tale destinata ad una vita agiata. Lei, tuttavia, preferisce fuggire di casa, all'inseguimento dell'amore della sua vita (che è anche il primo che ha conosciuto), tale Joaquin Andieta, andato in California in cerca di fortuna, ai tempi della corsa all'oro.

Uno dei romanzi più ispirati della Allende: va bene, manca la dimensione epica e fantastica de “La casa degli Spiriti” (niente fantasmi, niente soprannaturale), ma ci sono dei bei personaggi (Tao più di tutti), tanta umanità, tanto affetto, una forte volizione, emozioni, peripezie tra il drammatico e il faceto, un'atmosfera piena e rotonda, dagli echi sensuali, che ti coinvolge sin dalle prime righe facendoti respirare passione e fame di vivere, ma anche la polvere del far West, e poi... e poi c'è l'amore.

Io odio le storie d'amore, ma questa mi è proprio piaciuta, anche perché non va come ci si aspetterebbe. Ma molto meglio. E, se vogliamo, ci mostra che cosa è davvero l'amore con la “A” maiuscola, a dispetto di molte favole e romanzetti rosa.

Attualmente questa soluzione (con tutto che è realistica e naturale) può non sembrare così contro corrente, così fresca e spontanea, ma il romanzo ha una quindicina d'anni sulle spalle e all'epoca, be', per lo sviluppo della trama si poteva ancora considerare un vivace colpo di scena.

Invero, il plot non è eccezionale. Se si eccettua il particolare di cui sopra non ci sono elementi di genialità: è semplice, lineare, abbastanza comune. Ma è il modo in cui viene raccontato a renderlo splendido, a tenerti incollato alle pagine: quello stile fatto di intimità, di forza, di energia, alimentato da descrizioni superbe e caratteri definiti e complessi... Quell'esigenza di assoluta libertà, che fa rima con anticonvenzionale, ma senza forzature, solo perché si ha la capacità di accettare il prossimo esattamente com'è e di cantarne la bellezza, di adattarsi ad ogni situazione senza sgomento, ma soprattutto con una punta di curiosità, scoprendo sempre nuove cose, degli altri, ma ancor più di se stessi.

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