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sabato 18 ottobre 2014

Un capolavoro


DIALOGHI CON LEUCO'
di Cesare Pavese
 
 
Di Pavese, a parte le poesie, avevo letto “La casa in collina” e lo stupendo “La luna e i falò”, entrambi romanzi realistici (anzi neorealisti) che affrontavano temi come la guerra e la politica...

Dunque non mi aspettavo proprio un'opera così immaginifica come “Dialoghi con Leucò” (alias Leucotea, una dea tebana, alias Bianca, la donna amata dall'autore all'epoca), così intrisa di grazia e di sentimenti, di sogni e desideri, ed al contempo così alta, così sublime, così universale, in cui Pavese ci regala quasi una trentina di brevi racconti in forma dialogica, altamente poetici, incredibilmente suggestivi, spesso struggenti, i cui interlocutori sono sempre personaggi della mitologia greca, dall'accento umano, spesso dolente, ma che racchiudono, in qualche modo, persino echi psicanalitici...

Costoro, oltretutto, siano dei od eroi, affrontano i temi più vari tra quelli atti a definire l'individuo (dalla morte, all'amore, al destino...) in modo profondo ed illuminante, riuscendo ad eternizzarli, a renderli archetipo.

Un capolavoro.

E un'idea geniale ed originalissima, suggestiva e ricca di tensioni, che ti avvincono, ti fanno sentire vivo, e ti inducono a riflettere e ponderare, mettendo in dubbio tutto, per poi riscoprirlo in un'ottica diversa.

Di certo se si masticano un po' i miti greci il piacere raddoppia, ma non è indispensabile, essendo questa, in primis, un'opera letteraria.

Tutt'al più, non si resisterà alla curiosità di approfondire e di procurarsi qualche manuale o dizionario...
 
Cesare Pavese, in una caricatura ad opera del nostro artista.
 
Ad ogni modo, Pavese mi piace molto, come scrittore e come poeta, ma credo che con quest'opera abbia raggiunto il vertice della sua produzione letteraria, per tematiche ed intenti, ma altresì per resa poetica, e per la capacità di stupire ed emozionare, ma anche per quanto rimane al lettore dopo che ha voltato l'ultima pagina.

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