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sabato 4 ottobre 2014

Un raccontino non malato


LE VIE OBLIQUE

(dedicato a chi oggi compie gli anni...;)



Bu! Si tratta di un raccontino non malato (nel senso che è un inedito) con cui quest'estate ho partecipato ad un contest letterario. Non mi sono piazzata troppo bene nella classifica (ma è anche vero che l'ho scritto in mezz'ora e che odio che la mia immaginazione venga compressa nelle “specifiche”, ossia nei limiti imposti dal regolamento, ossia: non più di 666 parole e tema storico medievale reinterpretato in chiave fantastica, con tutto che poi si è deciso che l'elemento fantastico può essere trascurato), però pare che mi abbiano selezionata per la pubblicazione (non so quando e non so dove)... Eccolo qui, lievemente modificato:

(Giorgio Mainella, Pausa Scherzosa)
 
Due voci bisbigliano nella torre più alta: una tremante ed arrochita dal tempo, l'altra melodiosa e soave, che risuona armoniosa e infonde la pace:

«E dunque, Pietro, abdicherai?»

«Sì, mio Signore», biascica il vecchio, genuflesso e grato. «Seguirò il tuo consiglio».

«Domani stesso?»

«Ma certo, mio Signore. Come Tu vuoi», promette l'anziano con le mani giunte, mentre il suo sguardo vacilla, carico di speranza e d'amore.

«Non io», replica la voce bellissima. «Non io lo voglio, lo sai».

«Lo so», annuisce il pover'uomo, commosso, col capo sempre più chino.

Un angelo è venuto ad indicargli il volere di Dio, nonostante i suoi molti peccati d'ingenuità, nonostante egli ignori il latino. Nonostante l'incapacità di onorare l'Altissimo nei termini il cui il suo ruolo richiede. Ed anzi, proprio per questo: Dio vuole che lui rinunci al papato. E Pietro Angelerio, detto Pietro il Morrone, lo farà; il 192mo Pontefice della Chiesa Cattolica, dopo appena quattro mesi dall'incoronazione. Da giorni il dubbio lo lacerava.

E tutto sarebbe perfetto, e buono e giusto, se non fosse per quel sorriso che striscia nella tenebra, dietro la porta: il Cardinale Pietro Catteani. Ci sono molti modi per ottenere ciò che si brama, ama ricordare, e di norma le vie oblique sono le migliori.

Il Cardinale si riscuote e si avvia per le scale, sollevando la veste, ancor sogghignando, ma percorrendo gli scalini due a due. Brama il potere, ma soprattutto la gloria, il suo nome tramandato nei secoli. Si affretta per raggiungere il luogo concordato e si chiude dentro, a doppia mandata.

L'Angelo si manifesta.

È fulgido e lucente, con un'espressione mesta sul volto. «Ho tenuto fede ai patti», intona sconsolato, «e ho influenzato il Libero Arbitrio. L'Altissimo non mi perdonerà e nemmeno la Stella del Mattino. Avrai il papato, avrai la celebrità, ora mantieni la tua parola.»

Il Cardinale recita la formula, compie i gesti, cancella il pentacolo. Ma si arresta un attimo prima di completare il rito. Avrà il potere, avrà la fama, otterrà ciò che vuole. Ma ancora un desiderio lo tormenta: «Mostrami il tuo vero aspetto», comanda.

«È questo il mio vero aspetto», ribatte l'Angelo, e per un attimo il suo volto purissimo appare corrucciato.

«No, non lo è», gongola il Cardinale. «Non più. E da parecchio.»

«Questo non era nei patti», ringhia l'Angelo. Non sembra più tanto soave.

Ma il Cardinale non lo ha ancora liberato e il suo destino è nelle mani di un mortale: non ha scelta, deve piegarsi al volere dell'uomo. E l'Angelo si rivela, finalmente, per come è: uno dei Ribelli, uno dei Caduti. Un Diavolo.

E l'oscurità riempie la stanza e la furia traspare dai suoi occhi, le zanne si snudano e le ali si spiegano e sono nere. «Soddisfatto, prete?», soffia, umiliato.

«», riconosce il Cardinale, roso dall'ambizione e dall'ebbrezza del potere. E mantiene la parola: lo libera, svincolandolo dai legami che gli ha inflitto. Non teme la sua vendetta, ha già assunto le debite precauzioni: il demonio non potrà attaccarlo, né attentare in alcun modo alla sua incolumità. Catteani è al sicuro, e resterà tale.

Ma è il turno del Diavolo, ora, di sorridere: «Sai già come ti chiamerai, quando ti eleggeranno Papa?» chiede.

Il Cardinale è scaltro, sa che sarebbe prudente tacere. Tuttavia non lo fa, tanto l'altro è in suo potere, e impettito di orgoglio rivela il nome che ha scelto: «Bonifacio VIII», dice.

Il Diavolo lo ripete, come a volerlo soppesare, come a saggiarne gli echi. È di nuovo composto, adesso, padrone di sé, e ha una scintilla che danza nello sguardo. «Bene», esclama con sussiego. «Ho un amico cui parlerò di te, un poeta. Si chiama Dante... e il tuo nome resterà nei secoli».

Catteani non capisce: che importa a lui della poesia? Ma non fa in tempo a ribattere. Il Diavolo è già sparito.



Ci sono molti modi per ottenere ciò che si brama e di norma le vie oblique sono le migliori.

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