Se ti è piaciuto il mio blog


web

venerdì 17 gennaio 2014

I Toy Boy proprio non li digerisco...


BRIDGET JONES, UN AMORE DI RAGAZZO
di Helen Fielding

All'inizio ero un po' shockata... Bridget ha cinquant'anni, due figli, e non c'è traccia di Mark Darcy... E chi è 'sto amore di ragazzo? Forse è solo perché non sono ancora abbastanza vecchia, ma i Toy Boy proprio non li digerisco... Insomma, ero delusa in partenza, ma poi... Poi ho capito che va bene così.

Il romanzo non è fuori continuity, anzi, per ritmo, risate, e coerenza, è il perfetto seguito de “Il diario di Bridget Jones” e “Che pasticcio Bridget Jones!”, in cui la protagonista, semplicemente, è cresciuta e ha dovuto affrontare prove davvero dolorose, che però lei è riuscita a superare.

Il piacere della lettura non è guastato in alcun modo da tali eventi (che comunque risalgono ad anni prima), anzi, ci si sbellica come di consueto, solo che talvolta si avverte un sostrato di dolore che emerge con discrezione e ci fa apprezzare di più tutto il resto.

L'opera, quindi, non solo non si impoverisce, ma addirittura acquisisce spessore... del resto, si sa, l'unico modo per rimanere davvero se stessi è cambiare, evolversi. Ed Helen Fielding l'ha fatto senz'altro, dimostrandosi un'autrice coraggiosa, oltre che spassosa al cubo, che ha osato “aggiornare” un personaggio che si era già dimostrato vincente sovvertendo molte delle sue caratteristiche più note e riuscendo così a conservarne intatta la freschezza! Perché in fondo in fondo, Bridget è sempre la stessa!

In realtà, a me piace molto più in età matura che da trentenne rampante: la sua imbranataggine, la sua eterna confusione mentale, la sua insicurezza cronica, mi sembrano più credibili e mi inducono spesso alla tenerezza, laddove negli scorsi romanzi, a tratti mi irritavano, sembrandomi troppo calcati. E poi ha ragione Roxter (il Toy Boy, che in effetti è un vero tesoro) quando afferma che Bridget è la ragazza più giovane che conosce, inclusa la sua nipotina di tre anni...

La trama è piuttosto prevedibile, e si capisce quasi subito dove approderà alla fine la nostra Bridget, ma anche questo è più che accettabile, e anzi, fa in un certo modo parte delle regole del gioco. A parte questo, tornano (quasi) tutti i personaggi di contorno, compreso Daniel, anche se ormai è splendidamente alla frutta...

Comunque il libro è imperdibile, non solo per chi già ha amato la nostra eroina, ma anche per tutti gli altri! Per le risate sgangherate (anche se avrei fatto volentieri a meno di tutti quei riferimenti ai rumori corporali: in certa misura, con la grazia della Fielding, ammetto che all'inizio mi sono parsi divertenti e hanno il pregio di dare un'idea di complice intimità, ma alla lunga... anche no), per i personaggi spumeggianti (Bridget, in particolare, ovvio), per la scrittura irresistibile e frizzante, per la sbilenca e squisita femminilità di Bridget...

Nessun commento:

Posta un commento