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giovedì 23 gennaio 2014

Il mio scrittore preferito


THE GHOST IN LOVE – IL FANTASMA CHE SI INNAMORO'

di Jonathan Carroll

 
Finalmente! Dopo un'attesa lunghissima e straziante, torna il mio scrittore preferito fra quelli ancora viventi! Non per lo stile, non per i personaggi, ma... per le trame!

Carroll è incredibile, e lo dimostra anche qui, nonostante il titolo sia orribile e sviante... Il fantasma c'è, ed è davvero innamorato, ma... chi sono i fantasmi? Carroll reinterpreta la realtà (e l'irrealtà) in modo anticonvenzionale e bizzarro, riuscendo a darle coerenza e portandoci a riflettere sulla natura umana e sui temi fondamentali su cui l'uomo si è da sempre interrogato... In questo caso, sul nostro destino individuale... E sulla possibilità di sottrarci ad esso.

Dunque, chi sono i fantasmi? Una summa di avanzi individuali che, dopo la morte di ciascuno, restano sulla terra per sistemare le nostre faccende in sospeso... Ma non è il fantasma il personaggio principale, il principale è Ben Gould, che muore senza morire, sovvertendo i piani designati per lui... Ma attenzione, perché nulla è come crediamo: i cani, i corvi, l'angelo della morte, i verz...

E poi c'è quel barbone, Steward Parrish, che è malvagio e fa paura... Anche perché sa di vita e di morte ad un tempo, come rileva Pilot, il cane di Ben, dopo un'annusatina...

Non è una fiaba alla Neil Gaiman, questa, ha il sapore della concretezza, del mondo reale, però ci sono in gioco forze che non immaginavamo, e che si combinano a nostra insaputa.

Ad ogni pagina scopriamo qualcosa che ci confonde e ci porta ad altre domande, e non riusciamo a smettere di leggere perché la faccenda continua ad ingarbugliarsi... Ma le risposte ci vengono date, e anche se portano ad altri interrogativi, non possiamo lamentarci... Alla fine, infatti, non rimaniamo delusi: ci sembra di aver sognato, ma anche di essere stati psicanalizzati, ci siamo divertiti e spaventati, abbiamo corso a perdifiato e ci siamo immersi in noi stessi, nei nostri ricordi, nel nostro passato...

Invero, ogni tanto c'è qualche ingenuità, qualche dialogo non riuscitissimo (specie verso la conclusione, quando Danielle apostrofa Stanley, l'angelo della morte), ma, dato il tema trattato, nel complesso Carroll se la cava benone e quindi ringrazio la sua nuova casa editrice “La Corte Editore”, pregandola di non lasciarci a bocca asciutta troppo a lungo... Da quel che mi risulta, non tutto di Carroll è già arrivato in Italia...

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