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martedì 2 luglio 2013

Un carnevale di surrealtà


IL MAESTRO E MARGHERITA
di Michail Bulgakov



I romanzi che parlano del diavolo mi affascinano sempre, e se al primo posto metto “I fratelli Karamazov”, “Il Maestro e Margherita” è senz'altro al secondo. Un capolavoro, ma anche una delizia!

A prima vista si potrebbe scambiare per un'opera ostica e impegnativa, ma le difficoltà, appena ci si addentra un attimo nella trama, passano in secondo piano perché si è avvinti da un carnevale di surrealtà, ironia e di delirio immaginifico e sornione.

Gli spunti di riflessioni ci sono: satira sociale, citazioni colte, connotati allegorico religiosi... Si ridefiniscono i confini fra bene e male, e lo stile, di primo acchito, può apparire non proprio semplice... Ma, davvero, man mano si procede nella lettura, si rimane ipnotizzati, perché succede di tutto e inaspettatamente: cambi di registro, colpi di scena, humor grottesco... e anche un po' di giustizia, dispensata niente meno che da Satana in persona! Che nel farlo, tra l'altro, si diverte un mondo! Niente fuoco e fiamme, piuttosto... mette a nudo la società (anche in senso letterale), soprattutto quella alto-borghese con velleità letterarie.

E poi, ammettiamolo, qui Satana – che si presenta con il nome di Mr. Woland – è simpaticissimo! Anche terribile, certo, ma soprattutto spiritoso, gaudente, e sopra le righe... Non tenta nessuno e non induce il prossimo in tentazione, semplicemente raccoglie quello che c'è: e i peccatori, a quanto pare, abbondano! Uno degli elementi più bizzarri (e adorabili), poi, è dato dai suoi aiutanti: Behemoth (il mio prediletto), Azazello, Hella, Abadonna, e Korov'ev, caratteristici e strampalati.

E c'è la storia parallela su Ponzio Pilato... Un libro nel libro, dai risvolti sentimentali insoliti e interessanti, a tratti lirici...

E non manca neppure la storia d'amore tormentato: quella tra il Maestro e Margherita, appunto, che aspettiamo a lungo, ma che quando finalmente, a metà romanzo, si degna di comparire, ci conquista in un soffio...

Un libro complesso e stratificato, quanto incantevole.

Da riscoprire.

P.S.

Hey, questo è lo stesso Bulgakov di “Appunti di un giovane medico”, il telefilm in quattro episodi con Daniel Radcliffe – che, tra parentesi, nella parte del medico-scrittore è insospettabilmente bravo! Così, tanto per dire...

3 commenti:

  1. Ma quante ne sai!

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  2. L'ho visto in una vetrina di un'edicola della stazione un giorno che dovevo andare a Milano e mi ha colpito, così l'ho comprato. Scelta azzeccata. Libro molto bello. Finito e subito dopo ripreso per rileggerlo ancora una volta da capo e apprezzare i dettagli che alla prima "passata" sfuggono. Mi piace la storia di Ponzio Pilato ... raccontata in modo così convinto da sembrare vera; ma pure i vari scherzi del diavoletto non sono male. Comunque, per me, il vero capolavoro è l'inizio. Da subito si entra nell'atmosfera giusta e si rimane coinvolti ... il feeling è immediato e già dalle prime pagine, quando quella testa rotola via in modo così simpatico, si sa che il libro verrà divorato velocemente.

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    1. Intanto mi scuso per il ritardo... Da quando sono spariti i commenti a lato sono un po' in difficoltà. E, del resto, non è che i lettori si ammazzino per farmene ;). Ad ogni modo, grazie del tuo contributo. Sono contenta che il libro ti sia piaciuto, anche io l'ho letto due volte. Al contrario di te io all'inizio ho avuto un po' di difficoltà la prima volta. Ma è pur vero che avevo a che fare con un'odiosa edizione supereconomica (della serie 200 pagine, 2.000 Lire) scritta in microbese. In effetti il caos era soprattutto abituarsi ad una grafia così piccola e a quelle pagine che non finivano mai... Saluti, e a presto!

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